Sposa e minaccia anziano: condannata sciclitana

Minacciava ripetutamente di morte un anziano di origini pozzalessi, ma residente a Ragusa, che aveva sposato per avere la pensione,  così una scilitana di 57 anni è stata condannata per il reato di minacce aggravate a 10 mesi di reclusione e al risarcimento del marito, che è intervenuto nel processo quale parte civile, per un importo pari a 3 mila euro oltre al pagamento delle spese legali che ammontano a 1800 euro.   . Che per la donna quello suggellato il 17 giugno del 2014 fosse un matrimonio di comodo, l’uomo, allora 81enne, lo aveva capito sin da subito da quando, quando, quella che era appena divenuta sua moglie, si è rifiutata di dormire nello stesso letto

Per l’anziano l’incubo è cominciato in una di quelle sale da ballo frequentate da uomini e donne della terza età. Il ragusano aveva perso la moglie nel 2013 e si è così subito attaccato a quella donna, molto più giovane di lui, che si era dimostrata cordiale e disponibile. Dopo una brevissima frequentazione, i due decidono di compiere il passo successivo convolando a nozze. Qui si è registrato il primo episodio di plagio di Anna Maria Pellegrino nei confronti dell’anziano convinto a non dire nulla al figlio del matrimonio. Dopo aver celebrato le nozze, per l’allora 81enne ragusano, iniziano i guai. La donna non solo non vuole condividere con lui lo stesso letto, ma nemmeno la stessa casa di Ragusa, preferendo continuare a vivere a Scicli. In fase processuale l’uomo ha raccontato di essere stato contattato dalla neo moglie solo perché aveva necessità di soldi, una richiesta che diventava sempre più frequente. Un giorno, secondo quanto riportato in fase dibattimentale, si è raggiunto quando Anna Maria Pellegrino ha iniziato a pretendere dal marito l’interna pensione che ammonta a 1600 euro. Fino a quando la sciclitana si era limitata a richiedere piccoli importi, l’uomo aveva ceduto, ma non poteva permettersi il lusso di destinare l’intera pensione alla moglie, così si è opposto a quelle continue richieste. Dal diniego dell’uomo è scaturita una feroce reazione da parte di Anna Maria Pellegrino che ha iniziato ad assillarlo con continue telefonate, almeno tre al giorno, e con minacce sempre più pesanti. L’apice della vicenda si registra però il primo agosto del 2014 quando, poco dopo le 23, l’ottantenne ragusano riceve l’ennesima telefonata al fisso. La donna lo minaccia con frasi volgari e molto forti annunciando di fare del male a lui e alla sua badante.  Per l’uomo questa è la goccia che fa traboccare il vaso, l’anziano decide così di rivolgersi all’avvocato Michele Savarese, di Ragusa, che presenta denuncia contro la donna ritenuta, dopo tre anni di processo, responsabile del reato di minacce aggravate. La sentenza è stata emessa dal tribunale di Ragusa il 18 ottobre scorso.

“Determinanti – ha affermato il legale dell’uomo- sono state le testimonianze del figlio del mio assistito e della sua compagna, che hanno riferito al Tribunale di aver assistito a numerose telefonate in cui Anna Maria Pellegrino, con espressioni particolarmente forti e volgari, minacciava di morte il povero anziano se non gli avesse consegnato tutta la pensione”.

 

Sposa e minaccia anziano: condannata sciclitana

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