“Truffa bio”: danni per consumatori e produttori onesti

Otto milioni di euro è ciò che ha fruttato la movimentazione di falsi prodotti bio effettutata delle nove aziende ragusane e siracusane, denunciate presso l’autorità giudiziaria iblea, durante l’operazione “Simbiosi”, condotta dalla Guardia di Finanza di Modica e coordinata dalla Procura di Ragusa, per frode in commercio ed evasione fiscale. L’indagine, condotta dall’inizio del 2017, ha difatti posto fine alla truffa aggravata di queste aziende nei territori di Modica, Scicli, Ispica, Ragusa, Pozzallo, Acate, Vittoria, Siracusa e Bologna, ai danni dello Stato e della comunità europea, che in teoria erano dedite al biologico e che invece di biologico avevano ben poco, tanto che quando la domanda dei consumatori superava l’offerta del prodotto bio a disposizione, ricorrevano a prodotti convenzionali ed alteravano i risultati delle analisi chimiche sui campioni dello stesso. Così confezionavano un prodotto convenzionale, ma lo vendevano per bio, etichettandolo con la fogliolina verde, simbolo della prodiuzione biologica e biodinamica. Un commercio che oltre all’Italia, aveva come destinatari la Germania, la Francia  e l’Inghilterra. Sono stati, infatti rinvenuti 10 mila chili tra prodotti chimici, fertilizzanti e concimi, vietati nell’agricoltura bio. Per alcuni i finanzieri sono anche riusciti a risalire ai fornitori di questi, smantellando un sistema di evasione fiscale di circa 200 mila euro. In merito alla vicenda ha preso parola il presidente dell’ordine degli agronomi di Ragusa, Franco Celestre, che  ha fatto leva sul concetto di correttezza. “Sarebbe più corretto, ha difatti dichiarato,  che quando un imprenditore  non riesce  a rispettare i canoni imposti dal Ministero e dall’Unione europea, in merito alla produzione bio, passando a quella convenzionale, comunicasse il passaggio con trasparenza ed onestà”. Sarebbe un atto di rispetto verso la concorrenza, verso il consumatore finale e chi lavora con onestà. “Occorre preparazione e professionalità per produrre bio”, ha poi continuato Celestre. Produrre biologico significa difatti, non utilizzare concimi chimici e pesticidi, ma effettuare la concimazione con principi attivi e debellare le possibili malattie con sostanze non inquinanti. Questo ovviamente ha costi elevati sia di produzione che di acquisto per i consumatori, che pagano di più pur di avere un prodotto bio. “Questa frode con truffa del biologico ha recato un danno a tutto il settore  agricolo italiano”, ha affermato il segretario nazionale del Codacons, Francesco Tanasi. Ciò ha anche rotto gli equilibri  della concorrenza ed ha arrecato danno anche a quelle aziende che il biologico lo fanno davvero, in quanto hanno avuto a disposizione i fondi , le agevolazioni e gli aiuti  tipici dei piani di finanziamento e di sviluppo nazionale europeo per incentivare le coltivazioni biologiche. Fondi che, invece, verrebbero a mancare a chi lavora onestamente. Tanto il Codacons, quanto l’ordine degli agronomi, chiedono che vengano attivate le giuste sanzioni per i soggetti autori della truffa.

“Truffa bio”: danni per consumatori e produttori onesti

| News |
About The Author
-