MODICA: L’associazione Franco Ruta chiede tutela Emeroteca

L’associazione Franco Ruta interviene con fermezza in merito alla delibera di giunta 272 dello scorso 23 ottobre per rivolgere un appello al sindaco di Modica, Ignazio Abbate e all’assessore alla cultura Orazio Di Giacomo. La delibera prevede infatti di mandare al macero tutti i quotidiani locali, in particolare La Sicilia, il Giornale di Sicilia, la Gazzetta del Sud, oltre al Corriere della Sera e alla Gazzetta Ufficiale, dal 1985 al 2005, determinando così la cancellazione con un colpo di spugna di un patrimonio prezioso della memoria cittadina, che, così come scrive il presidente dell’associazione Antonello Buscema, ex sindaco di Modica,  nessuno avrà più la possibilità di consultare a fini di ricerca e che non potranno più aiutare a ricostruire l’ultimo ventennio, cosa è stata la città di Modica, quali accadimenti ne hanno contraddistinto la storia, a cominciare proprio dai processi politici, istituzionali, culturali di cui solo la cronaca quotidiana può essere puntale e meticolosa testimone. L’associazione fa un appello al sindaco e all’asessore nella speranza di essere ancora in tempo per fermare tutto questo. “Distruggere l’archivio significa far venire palesemente meno lo scopo e la funzione di un’emeroteca civica – scrive ancopra Buscema –  che è proprio quello, come suggerisce la stessa etimologia del termine, di “custodire” la memoria collettiva, attraverso la microstoria utile a ricostruire la grande storia”. Da parte sua la giunta ha ritenuta opportuna la delibera in quanto il materiale cartaceo in oggetto sarebbe logoro, obsoleto e  non più rispondente alle finalità proprie del servizio della biblioteca pubblica, così come riportato. Nella missiva, il presidente dell’Associazione Franco Ruta, ricorda come la Biblioteca comunale di Modica, di cui l’Emeroteca fa parte, è chiusa da oltre un decennio e che pertanto è stato impossibile per l’utenza esprimere concretamente alcun interesse per l’archivio da essa custodito, come numerose realtà associative della città fanno notare a gran voce da mesi, sollecitando il trasferimento dei volumi e dei giornali a Palazzo Moncada e la riapertura al pubblico del servizio. Allo stesso tempo, secondo Buscema, 
non può ricadere su altri l’eventuale responsabilità del fatto che in questi anni il servizio Biblioteca non si sia curato di verificare lo stato di conservazione dei quotidiani e di segnalarlo all’Amministrazione affinché provvedesse, come siamo certi che avrebbe fatto, a disporne lo spostamento in un luogo più adeguato e, perché no, ad avviarne un percorso diverso di conservazione, trovando ad esempio le risorse per un attività di digitalizzazione capace di sottrarre per sempre alle minacce del tempo questa fragilissima parte dell’archivio. “Se la vera ragione della distruzione dei giornali è il fatto che siano malconservati, si dica questo e si trovi un rimedio, anziché nascondersi dietro un presunto scarso interesse”, sancisce con fermezza Buscema che continua chiedendo l’immediato ritiro della delibera in oggetto e alla sua sostituzione con una che, al contrario, dimostri l’interesse dell’Amministrazione a salvare questo patrimonio, a promuoverne la catalogazione e la consultazione e – perché no – una più ampia possibilità di fruizione, suscitando nei giovani innanzitutto l’interesse alla riscoperta del recente passato della città. 

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