Un mondo sommerso nel sommerso, è quello che riguarda centinaia di bambini che vivono nell’ombra, figli della rete del caporalato, di chi vive in campagne sperdute della fascia trasformata, con particolare riferimento ad Acate e Vittoria. Alcuni di questi bambini sono rientrati in un progetto finanziato dalla Chiesa Valdese e portato avanti dalla Cooperativa Proxima finalizzato a favorire la scolarizzazione dei bambini. Ad entrare nelle aree in cui vivono si fa davvero fatica, sono case nascoste da una fitta campagna, dalle strade principali è impossibile vederle, per raggiungerle occorre attraversare chilometri di trazzere dove attorno si vedono distese di serre e campi. In una casa vivono interi nuclei familiari, anche più di 10 persone, intorno c’è solo sporcizia e misera, manca l’acqua, la luce e i servizi essenziali. Le comodità si pagano a parte e già l’affitto medio delle abitazioni è di 300/400 euro. Se si chiede di avere la luce e l’acqua si può perfino arrivare a pagare oltre 500 euro. I bagni sono delle vere e proprie latrine e, nella maggior parte dei casi, si trovano all’esterno delle abitazioni. Box che, ad andare bene, hanno la dimensione di un metro per due e che sono sporchissimi e indecenti. Se si chiede ad un capostipite di una famiglia rumena il perché non valuti l’ipotesi di lasciare quella casa e affittarne una in centro a Vittoria dove sicuramente pagherebbe meno avendo più comfort, la risposta è che la sua preoccupazione è quella di uscire dal giro, di smettere di lavorare (anche perché, molto spesso, i proprietari italiani delle serre oltre al lavoro pretendono che i lavoratori facciano anche da guardiani dei loro appezzamenti di terra durante la notte). Il tramite tra il proprietario delle serre e il lavoratore è il caporale che può essere italiano, uno del luogo, ma che spesso ci dicono essere un rumeno che si è fatto le ossa in Italia e che ha gli agganci, per così dire, giusti. Sovente il caporale recluta direttamente i lavoratori in Romania e poi li guida nel percorso in Sicilia. È lui che la mattina va a prendere i lavoratori nelle case facendosi dare 5 euro a testa per portarli a lavoro. “Se abbiamo bisogno di andare in ospedale o fare una visita medica a Vittoria o Ragusa – dice una donna rumena – chiamiamo sempre lui e arriviamo a spendere anche 50 euro solo per il trasporto”.  In mezzo come detto ci sono i bambini e solo in pochi sono rientrati nel progetto della Proxima: Una delle prime a comprendere l’importanza del progetto e ad aprire le porte di un istituto scolastico a questi bambini, è stata Vittoria Lombardo, dirigente dell’Istituto comprensivo Giovanni XXIII di Vittoria. “Al momento – dice la dirigente – abbiamo 16 ragazzini che vanno dai 3 a 14 anni, abbiamo inserito i bambini più piccoli nella Scuola dell’infanzia, mentre per quelli più grandi abbiamo creato la classe dell’accoglienza di scuola primaria e secondaria. Pian piano abbiamo poi provveduto all’inserimento di questi bambini all’interno delle classi avviando il processo di integrazione, un processo di sicuro non semplice. Il ruolo dei bambini nel contesto del caporalato è oggetto di una video inchiesta realizzata da Carmelo Riccotti La Rocca e Martina Chessari che sarà presentata il prossimo 20 novembre a Vittoria in occasione della giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e, sempre il 20 novembre, trasmessa alle ore 21 da Canale 74…

 

 

I Figli del Caporalato: video-inchiesta su Canale74

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