Nello Musumeci: nella mia giunta non ci saranno impresentabili

Il primo atto del mio governo sarà quello di incontrare i dirigenti della regione. In Sicilia c’è bisogno di fare emergere i talenti, motivare il personale e neutralizzare qualche scansafatica. Sono le parole dette ieri dal neo governatore della Sicilia Nello Musumeci intervenuto a Sky Tg 24. Per il presidente della regione la rivoluzione della regione la vera rivoluzione sta nel far ripartire la macchina burocratica dell’ente, una impresa certamente non semplice.  Musumeci non ha evitato le domande da studio che ancora una volta gli hanno chiesto conto e ragione sui cosiddetti impresentabili. Nella mia giunta – ha detto il governatore – non ci saranno impresentabili ne da un punto di vista giuridico né etico. Musumeci ha anche dichiarato di aver già sentito la presidente della Commissione Nazionale antimafia Rosy Bindi, perché si gettano le basi per una nuova legge più restrittiva sugli incandidabili perché tutti sono candidabili per le leggi dello stato ma forse non tutti sono candidabili da un punto di vista etico. L’argomento in questione è sforato poi, com’è ovvio che fosse, in un botta e risposta con il Movimento 5 Stelle. Per Nello Musumeci i pentastellati farebbero meglio a guardare in casa propria, perché alcuni candidati – ha dichiarato- sono contigui con soggetti chiacchierati o vicini a cosche mafiose. Probta la replica di Giancarlo Cancelleri che ha definito una mascariata le dichiarazioni del  presidente della regione accusato di aver diffamato il movimento 5 stelle. E a proposito di grillini sta facendo molto discutere l’inchiesta condotta da Repubblica che, facendo le pulci ai consiglieri uscenti dell’ars, definisce un bluff la rinuncia ai vitalizi dei deputati pentastellata, inchiesta giornalistica nella quale si fa anche il nome della ragusana Vanessa Ferreri. Per Repubblica la  rinuncia al vitalizio è un bluff Perché intanto i deputati grillini hanno stipulato una pensione integrativa, finanziata con i soldi che sulla carta dicono di voler restituire. La maggioranza dei 14 deputati grillini uscenti all’Ars ha accantonato 600 euro al mese per un’assicurazione previdenziale complementare, aggiungendoli ai 2.500 netti che i “portavoce” cinquestelle trattengono per sé dalla busta paga parlamentare: i parlamentari, sulla carta, versano su un fondo per le imprese i compensi che eccedono i 2.500 euro, ma detraggono le spese per l’attività parlamentare, fra le quali da qualche mese — oltre a voci come la benzina o i costi di trasferimento — è comparso anche un costo fisso di 600 euro. La motivazione, sul sito che pubblica i rendiconti grillini, varia da deputato a deputato: c’è chi la definisce con più chiarezza un «accantonamento pensionistico» e chi usa un più generico «accantonamento previdenziale », ma la maggioranza si rifugia dietro un fumoso «imponibile previdenziale». Il risultato, però, è sempre lo stesso: una pensione integrativa pagata con soldi che propagandisticamente dovevano restituire. Sull’argomento in questione si attende la replica, ritornando invece alla partecipazioni a Sky Tg 24 di Musumeci, il neo presidente della regione ha dichiarato anche che uno dei primi obiettivi è quello di concentrarsi sui fondi europei puntando alla qualità piuttosto che lla quantità. Al riguardo Musumeci ha affermato di aver sentito il presidente del parlamento europeo Antonio Tajani al quale ha chiesto un primo appuntamento.

Nello Musumeci: nella mia giunta non ci saranno impresentabili

| News, Politica |
About The Author
-