Comiso: una notte di inaudita violenza

Un nordafricano violento ha trasformato in incubo la notte a Comiso picchiando e derubando altri stranieri.  Il primo episodio  è avvenuto nei pressi della Chiesa Madre quando erano circa le 3 di notte, il nord africano ha aggredito un polacco senza fissa dimora tentato di strappargli il marsupio contenente i suoi effetti personali, ne è nata una violenta colluttazione e la vittima è stata colpita con diversi fendenti al volto che gli hanno procurato ferite e trauma cranico con prognosi di 10 giorni salvo complicazioni, ma c’è da ritenere che le ferite lasceranno sfregi permanenti tali da aggravare notevolmente la qualificazione giuridica del reato. Non contento di ciò, il nordafricano si è spostato verso piazza Fonte Diana dove si è imbattuto in un tunisino che ha aggredito violentemente ed al quale è riuscito a rubare il portafogli contenente 240 euro ed il telefono cellulare. La vittima ha riportato un trauma cranico e dei tagli alla mano sinistra con la quale ha cercato di pararsi dai fendenti che il rapinatore cercava di mettere a segno utilizzando un piccolo coltello dalla lama affilatissima. La prognosi che gli è stata assegnata dal  Quando gli agenti del commissariato di Vittoria sono arrivati sul posto, non ha trovato i protagonisti ma alcune persone dalle quali sono state acquisite importanti testimonianze su quanto era successo poco prima.. Con l’ausilio di altre Volanti fatte intervenire dalla sala operativa della Questura ne è scaturita una rapida ricerca del violento rapinatore. Sono state setacciate le strade limitrofe senza risultato, in giro a quell’ora non c’era nessuno, poi è stato controllato un pub ancora aperto e sito nelle immediate vicinanze. All’interno pochi avventori ma i poliziotti hanno notato la presenza di un nordafricano che tentava di nascondersi alla loro vista e che corrispondeva alle descrizioni fornite poco prima dal testimone. L’uomo ha tentato di fuggire ma è stato bloccato e controllato dagli Agenti. Aveva l i pantaloni e la maglia sporche di sangue; è stato perquisito ed è stato trovato in possesso di un piccolo coltello con lama affilatissima sporca di sangue, poi ancora un cellulare ed un portafogli contenenti documenti riconducibile alla vittima tunisina. L’individuazione fotografica, il ritrovamento del coltello intriso di sangue, gli abiti dell’aggressore su cui sono state rilevate tracce di sangue oltre il rinvenimento del portafogli e del telefono cellulare di una della vittima, (corpi di reato sequestrati), hanno fatto sì che il tunisino, residente a Comiso, con pregiudizi in materia di reati contro il patrimonio, in possesso di regolare permesso di soggiorno per motivi di lavoro, venisse tratto in arresto nella quasi flagranza di reato perché ritenuto responsabile di una tentata rapina aggravata, di una rapina pluriaggravata, per lesioni personali aggravate e per porto abusivi di arma da taglio in luogo pubblico.

 

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