Una panchina rossa, al centro di una campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, è il simbolo dell’impegno che si sta mettendo per cercare di arginare un fenomeno che al giorno d’oggi registra numeri non indifferenti: il femminicidio. Tutto il paese, così come le singole regioni e le amministrazioni locali si stanno adoperando nel promuovere diverse iniziative, anche in vista della Giornata mondiale contro la violenza di genere indetta dall’Assemblea delle Nazioni Unite per sabato 25 novembre. Il comune di Pozzallo con l’assessorato ai Servizi alla Persona, guidato da Alessandra Azzarelli, patrocina l’iniziativa dell’associazione “Prometeo Onlus” e della “Casa delle donne” di Ragusa, consistente nel pitturare di rosso una panchina. Proprio domani mattina alle ore 9,30 i ragazzi dell’associazione “Prometeo” e gli studenti dell’Istituto Comprensivo “ Giorgio La Pira” si armeranno di vernice rossa e coloreranno una panchina di piazzetta della Madonnina, proprio nel centro del comune pozzallese. A questo seguirà presso lo Spazio Cultura “Meno Assenza” un momento di riflessione e di confronto sulla tematica in oggetto. Questa non è la prima panchina rossa degli iblei, già ad agosto ne era stata installata una a Scoglitti, frazione marinara di Vittoria, in piazza Sorelle Arduino. Una panchina colorata di rosso a rappresentare il “posto occupato” da una donna vittima di violenza, un segno tangibile in uno spazio pubblico per indicare l’assenza causata dalla violenza. Non solo, anche lo scorso ottobre una delle tre panchine previste è stata inaugurata a Ragusa, presso il Giardino ibleo, panchina la quale apporta una targhetta con inciso “Per non dimenticare”. Le altre due sono state installate una in via Tenente Lena e una a Marina di Ragusa, al lungomare Bisani. E poi ancora una panchina rossa a Floridia, a Messina, ad Augusta, per citarne solo alcune. Questo vuole essere simbolo e monito nella battaglia quotidiana contro il femminicidio e la violenza di genere, una violenza che spesso viene da chi sta vicino, magari celandola dietro un eccesso d’amore, dietro il movente della gelosia e del sentimento non corrisposto. Ma di fronte alla morte di una donna, ogni tre giorni, per violenza di genere, non esiste giustificazione possibile, non è amore, è un disturbo grave, l’amore non uccide!

Margherita Leone

Pozzallo, violenza di genere: una panchina rossa per dire no

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