Ragusa: lectio magistralis di Sgarbi al duomo

Sgarbi non ha dubbi: Ragusa è la provincia più bella della Sicilia ma purtroppo gran parte della Sicilia occidentale la guarda come fosse l’America, lontana. La percezione che si ha, dice Sgarbi, è quella di un luogo remoto: “voi siete in un altro mondo”, dice quasi con rammarico. E’ parte della lectio magistralis tenuta ieri sera da Vittorio Sgarbi nel duomo di San Giorgio a Ragusa Ibla nell’ambito degli incontri che si svolgono per la tappa ragusana di Panorama d’Italia. Se Siracusa, infatti, è stata violata dagli impianti eolici e dall’industria, Ragusa è rimasta integra con il suo barocco, i suoi muretti a secco, un ambiente incontaminato che trova il suo poeta nel pittore Pietro Guccione con i paesaggi dipinti nell’infinito. Cosa sarebbe, si chiede Sgarbi, l’arte italiana del Novecento senza la Sicilia? E cosa sarebbe senza la letteratura siciliana di Tommasi di LampedusaLeonardo Sciascia (“il più grande scrittore civile dopo Manzoni”), PirandelloGesualdo Bufalino? “Io mi sento come un figlio adottivo di questa terra, non ho mai visto un luogo più bello di questa provincia” aggiunge. Modica, Noto, Scicli, tutto il paesaggio “è un mondo di pura luce”: qui sta la felicità. In Sicilia, dice Sgarbi, c’è un potenziale enorme a cominciare dal barocco “che rende Ragusa una città antica e moderna insieme”. Un luogo dove arte e letteratura si tengono per mano. Fu Sciascia, rivela Sgarbi, a chiedere che venissero rimossi i teloni che, nel palazzo della prefettura, coprivano gli affreschi di Duilio Cambellotti perché inneggiavano al fascismo. “Cambellotti, artista europeo, geniale, grazie a Sciascia vi è stato restituito. Non è inferiore né a Guttuso, né a Picasso e alla sua Guernica. Così si guarda la storia senza pregiudizi.

Ragusa: lectio magistralis di Sgarbi al duomo

| Cultura e Spettacoli, News |
About The Author
-