Vittoria, Nicosia: dimostrata la nostra innocenza

Giuseppe Nicosia, ex sindaco di Vittoria, torna con fermezza sulle motivazioni dell’annullamento dell’ordinanza cautelare del Tribunale del riesame da poco depositate e trasmesse. Nicosia scrive in una lunga missiva, che, come facilmente previsto, consapevoli della sua assoluta innocenza, e di quella del fratello Fabio, il Tribunale ha ritenuto che non ricorrono i gravi indizi richiesti dall’art 273 del Codice di procedura penale per l’applicazione di una misura cautelare. Nonostante il procedimento sia stato condizionato dalle dichiarazioni, definite da Nicosia, calunniose di due collaboranti di giustizia di bassissimo valore e credibilità , che l’ex sindaco dice di non vedere l’ora di smentire nel dibattimento processuale con il contro-esame che svelerà le loro menzogne, nonché dalle conversazioni intercettate di terze persone che, tuttalpiù, possono determinare un giudizio di disvalore etico/morale e non un illecito penale, il Tribunale non ha potuto fare a meno di sottolineare come anche tali, e ribadisco io calunniose ed equivocate, acquisizioni, “non forniscono, a giudizio del Tribunale, gravi indizi in ordine alla integrazione del delitto di cui all’art.416 ter del codice penale.” Il Tribunale ha inoltre ritenuto che: non risulta “adeguatamente dimostrata” l’intraneità ad organizzazioni mafiose dei co-indagati che erano stati invece indicati come tali; che “sul punto non si rivelano soddisfacenti le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia”. Il Tribunale ha, dunque, di conseguenza concluso che “in definitiva in carenza dell’elemento costitutivo della fattispecie di reato di cui all’art 416 ter.deve annullarsi l’ordinanza gravata”. Il provvedimento spazza via, dunque, scrive ancora Nicosia, l’infame accusa e la conseguente misura cautelare che ingiustamente ci era stata applicata, ma intatta rimane l’amarezza per il modo in cui si sono gettate ombre sulla nostra correttezza e trasparenza, sulla base di volgari calunnie e di equivocate conversazioni, come purtroppo ipotizzano gli stessi magistrati. Resta integro anche il senso dell’offesa subita, non solo per l’ingiusta, anzi illecita, privazione della libertà personale, ma soprattutto per la lesione del decoro e della storia personale, fondata semmai sul contrasto alla criminalità. E che tutto questo sia stato provocato dalle calunnie di politicanti e criminali, emerge purtroppo anche tra le righe di un provvedimento che, seppur ampiamente positivo dal punto di vista giudiziario,risente purtroppo del valore dato alle stesse dalla procura e del peso della negatività etica che se, fossero vere e fondate, sicuramente avrebbero, ma che verranno sonoramente smentite, anche sul piano della correttezza etica, nel giudizio dibattimentale.

Vittoria, Nicosia: dimostrata la nostra innocenza

| News |
About The Author
-