Ragusa: tentano furto cassaforte, ma trovano i poliziotti

 

Due agrigentini, padre e figlio, sono stati arrestati ieri dalla Squadra Mobile fi Ragusa per furto aggravato ai danni della cassa continua di un supermercato di via anfuso, nel capoluogo ibleo. Alfonso e Gaetano Maggio avevano tentato il furto nella notte della vigilia di Natale, ma non erano riusciti a portarlo a compimento così, come previsto dagli agenti della mobile sono ritornati sul posto il giorno seguente, ma ad attenderli c’era la Polizia.

Tutto è cominciato quando gli amministratori delegati di un grosso supermercato hanno denunciato un tentativo di furto ai danni della cassa continua della loro struttura avvenuto proprio la notte della vigilia.

Temendo il peggio, ovvero un furto da dover portare comunque a termine, gli investigatori hanno consigliato loro di distrarre l’incasso rispetto a quella cassa a favore di altro luogo più sicuro. Nel contempo però, gli uomini della Polizia di Stato hanno predisposto un mirato servizio di prevenzione o repressione dei reati in genere, prestando attenzione a quel supermercato.

Nelle casse continue del supermercato c’erano circa 30 mila euro pertanto non è stato difficile ipotizzare un ritorno dei malviventi. Grazie alle immagini di video sorveglianza gli inquirenti hanno avuto modo di studiare le mosse dei ladri: La notte di Natale, Gaetano Maggio, ovvero il figlio, aveva aperto un primo sportello posto a protezione della cassa e poi, nonostante diversi tentativi non era riuscito ad aprire la cassaforte.

La notte tra il 25 ed il 26, come previsto, alle  5.00 del mattino, i sue sono ritornati sul posto, gli agenti hanno notato un’auto mentre effettuava un giro di perlustrazione del supermercato. Dopo pochi secondi, neanche il tempo di intimare l’alt, il passeggero si si è recato di corsa verso la cassa, aprendo il primo sportello, una volta inserita la combinazione e poi ancora grazie anche al supporto di  un’altra chiave è riuscito ad aprire lo sportello della cassaforte. Dopo averla aperta  ha prelevato un sacchetto (sigillato dove viene custodito il denaro) allontanandosi velocemente. A quel punto i poliotti lo hanno circondato e ammanettato. Un’altra pattuglia invece si è messa alla ricerca del complice a bordo dell’auto, ovvero di colui che aveva svolto le funzioni dei palo, ovvero il padre che è stato fermato dopo un breve inseguimento.

La perquisizione effettuata nella casa di San Giovanni Gemini, nell’agrigentino. ha permesso di acquisire ulteriori prove a carico dei due arrestati, li infatti è stato scoperto un vero e proprio laboratorio per falsificazione o creazione ex novo di chiavi adulterine e di alcune micro-videocamere, probabilmente utilizzate per filmare l’inserimento dei codici di sicurezza delle casseforti da parte degli addetti ai prelievi per conto di un’agenzia di vigilanza.

Gli autori del furto hanno dimostrato di possedere una spiccata professionalità, astuzia e capacità criminale, pertanto il sost. Procuratore della Repubblica di turno ha disposto la traduzione in carcere in attesa di giudizio.

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