Il 2017 di Modica: il pd critica il discorso del Sindaco

Molte sono le problematiche che Modica continua ad avere, ma di tutto ciò sembra che il sindaco Abbate non ne sia al corrente. A dimostrarlo la lettera di fine anno, nella quale descrive un anno positivo per la sua attività amministrativa, con l’unico evento drammatico l’alluvione dello scorso gennaio. Il 2017 è stato agli occhi del sindaco un anno di splendidi successi, a cominciare dalla visita del principe Alberto II di Monaco. Purtroppo, non è questa la realtà del resto dei cittadini, come sottolinea il Pd. In particolare, Ivana Castello ha scritto al sindaco partendo dalla situazione debitoria del Comune verso la Società concessionaria e della mancata iscrizione in bilancio dei costi del gas di riscaldamento degli uffici comunali e degli edifici scolastici. Per quanto riguarda la posizione debitoria, il Comune deve ancora pagare in parte o per intero, le forniture di gas degli ultimi sette anni. Dopo diverse transazioni, si era giunti ad un accordo che non è stato poi rispettato. Il comune ha pagato poco più di 25 mila euro, ma la rimanente parte non è stata neppure impegnata e costituisce, quindi, un debito fuori bilancio. Nella lettera si chiede anche il motivo per cui l’ufficio preposto a dare informazioni riguardo le fatture del Gas è risultato chiuso al pubblico. Come ricorda la Castello, il pubblico servizio di distribuzione del gas per usi domestici, agricolo, industriale, commerciale e di riscaldamento è stato istituito a partire dal primo gennaio 1999. Tra gli obblighi di questo servizio pubblico era previsto «l’allestimento» di un ufficio utenti per impartire informazioni tecnico-economiche sul servizio, sottoscrivere contratti, compilare domande di allacciamento, delucidare bollette e soddisfare ogni altra esigenza relativa alla somministrazione. Quest’ufficio risultava utile per gli utenti, ma dal 6 novembre 2017 è stato chiuso. Con un foglio fissato sulla porta d’ingresso si avvertono i cittadini che, per qualsiasi necessità, sarà possibile «contattare» un numero verde o mandare una mail ad un preciso indirizzo telematico. Non si conoscono le ragioni della chiusura, ma ciò è considerato qualcosa di anomalo  dal momento che se la durata del servizio di somministrazione è previsto per 25 anni; e se l’informazione e il trattamento dell’utenza fa parte del servizio complessivo, il relativo ufficio dovrebbe restare in funzione, anch’esso, per 25 anni, quindi fino al 2024. Tutto ciò si aggiunge alla lista di provvedimenti taciuti o poco chiari dell’amministrazione della città. Senza dimenticare che l’ente è stato dichiarato in dissesto dalla Corte dei Conti e presto si conoscerà l’esito del ricorso.

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