Monterosso Almo: boom di presenze per la 33° edizione del presepe vivente

Il presepe vivente di Monterosso Almo è stato definto dallo studioso Giuseppe Nuccio Iacono, un vero e proprio museo etnografico da percorrere sognando la magnificenza di un evento sacro. Fa da cornice a questo evento straordinario, la calorosa accoglienza dei monterossani che accompagnano i visitatori in un mondo variegato di storia semplice e remote virtù. In questo luogo, tra le antiche casupole, lungo le tortuose viuzze e le rustiche scalinate si eleva quel profumo di storia dimenticata, di quel tempo perduto fatto di cose semplici e quotidiane. In questo luogo, il presepe si veste di gesti, di colori, di odori, di forme, di suoni e di sapori che solo una memoria che si risveglia può percepire in tutta la sua gloria. L’apice dell’emozione nell’attraversare questi luoghi è rappresentato dalla grotta della natività, un luogo in cui ogni visitatore, sia laico che religioso, offre un momento di riflessione. Tutti i visitatori e turisti che qui attraversano il “tempo passato” e lo “spazio perduto” sono coinvolti dalla magia di Monterosso e diventano essi stessi personaggi protagonisti del luogo e del tempo. Dunque, suggestioni a non finire per il presepe vivente di Monterosso Almo che, in occasione della 33esima edizione, sta facendo registrare numeri da record e che riempiono di soddisfazione gli organizzatori dell’associazione “Amici del Presepe”, presieduta da Paolo Tavano, che da anni si battono per fare in modo che il presepe vivente possa attirare l’attenzione di quante più persone possibili. Gran finale programmato per venerdì 5 e sabato 6 gennaio.

Monterosso Almo: boom di presenze per la 33° edizione del presepe vivente

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