Aree pubbliche off-limits per fascisti

I consiglieri di Ragusa, Mario D’Asta e Mario Chiavola presenteranno un ordine del giorno in consiglio per invitare l’amministrazione a predisporre una delibera per non concedere immobili e luoghi pubblici in genere a movimenti che si rifanno all’ideologia fascista. I due consiglieri di Ragusa prendono spunto da una delibera presentata dal comune di Reggio Calabria e l’esigenza è stata data da quanto accaduto settimana scorsa nel capoluogo ibleo con la manifestazione di Forza Nuova e la contromanifestazione delle forze antifasciste. Ma c’è anche una delibera molto più vicina geograficamente che pone il divieto ai  movimenti che si rifanno al fascismo di avere accesso alle aree pubbliche. E’ quella approvata dal comune di Scicli lo scorso 8 novembre. Con la delibera 195 la giunta comunale di Scicli sancisce il divieto di concedere spazi o luoghi pubblici per eventi organizzati da movimenti o associazioni che si rifanno a principi fascisti, nazisti, razzisti e discriminatori. Insomma, tutti i movimenti in odor di fascismo da ora in poi a Scicli avranno vita dura. L’atto si fonda  sugli articoli 2,3 e 10 della costituzione italiana, ma richiama anche lo statuto del Comune che ispira il suo ordinamento ai principi di rispetto della dignità e della libertà dell’uomo, della solidarietà sociale, dell’uguaglianza e della tolleranza. Con questo atto, nella sostanza, l’amministrazione Giannone vuole che quando qualsiasi movimento presenta istanza per utilizzare il suolo pubblico per un evento, o un locale in dotazione all’ente, chiarisca senza mezzi termini di non professare ideologie razziste, xnofobe, antisemite, omofobe, antidemocratiche e di intolleranza religiosa. In aggiunta a ciò, l’istanza può essere vagliata solamente se firmata da un legale rappresentante o da chi, comunque, ha potere di rappresentanza. La delibera 195 del comune di Scicli ha prodotto i suoi primi effetti sabato scorso quando doveva tenersi un volantinaggio organizzato da CasaPound, ma la richiesta è stata rigettata richiamando, appunto, l’atto dell’ente comunale. Il diniego non è piaciuto affatto a Maria Borgia, rappresentante locale di CasaPound che annuncia conseguenze in merito. “Non abbiamo ritenuto manifestare o presidiare simbolicamente alcuna area pubblica- ha affermato- perchè abbiamo rispetto delle istituzioni e delle leggi. Tuttavia la delibera richiamata dall’amministrazione comunale appare paradossale e, cosa ancor più grave, incostituzionale. Mi dovrebbero spiegare perchè dovrei precisare in una nota di essere antifascista antisemita quando è assodato e sancito dalla costituzione che sia così. Per fare un esempio banale è come certificare in un atto pubblico che non ruberò. Per questo – conclude Maria Borgia- agiremo per le vie legali contro la delibera del comune di Scicli”.

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