La società di oggi è in continua evoluzione, e spesso nuove esigenze si affacciano con prepotenza in una realtà che dà spazio alle donne e alle famiglie. Prendendo atto che oltre la metà, il 54 % del pubblico impiego è fatto da donne, sono state riscritte le nuove regole sul rapporto di lavoro, rimodellando il contratto per gli statali, puntando l’attenzione sulla maternità, sulla paternità e i giorni di riposo per il matrimonio, riconosciuti anche alle unioni civili tra persone dello stesso sesso, e ampliando le tutele per chi è sottoposto a terapie salvavita.

Tutte le novità in tema di rapporto di lavoro hanno l’obiettivo di conciliare meglio la vita lavorativa e vita familiare, specialmente per una donna, che deve essere contemporaneamente madre e lavoratrice, garantendo orari flessibili, con fasce temporali di flessibilità a inizio e fine giornata, dando una marcia in più alla donna che non deve così scegliere tra vita familiare e vita lavorativa.

Inoltre queste agevolazioni sono garantite anche al dipendente che si trova in particolari situazioni personali, sociali o familiari, incluse le “necessità connesse alla frequenza dei figli di asili nido, scuole materne e scuole primarie”. Si tratta dunque di una rivoluzione del mondo del lavoro, in cui le ore di lavoro straordinario possono trasformarsi in ore di riposo o giornata da dedicare alle proprie necessità personali e familiari.

La dipendente ha il diritto di astenersi dal lavoro per un tetto massimo di novanta giorni. In questi casi la retribuzione è uguale a quella prevista per la maternità. Le ferie non si riducono, non viene scalfita la tredicesima e non si perde anzianità. Si può scegliere se assentarsi a ore o passare al part- time. Ha il diritto a “permessi retribuiti per motivi personali o familiari “chi lavora da almeno sei anni in un ufficio anche se il contratto è a tempo determinato.

 

Nuove regole sul lavoro nella Pubblica Amministrazione

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