Un anno fa l’alluvione a Modica e Scicli

 

140 mm di pioggia in poche ore solo a Modica e poco meno negli altri comuni degli iblei. Era la notte tra il 22 e il 23 gennaio dello scorso anno quando le abbondanti e violente piogge precipitate in poche ore hanno rotto gli argini e riversato un vero e proprio fiume in piena sulla parte bassa della città della contea, trascinando via tutto quello che trovava sul suo cammino. Solo per fortuna non ci sono state vittime data anche l’ora notturna e la prontezza di spirito di chi si trovava ai piani bassi di scappare verso l’alto. La furia dell’acqua che ha invaso tutto il corso Umberto a Modica bassa, ha continuato la sua corsa per la Fiumara per poi abbattersi con violenza sul comune di Scicli allagando strade e abitazioni per poi terminare la corsa verso il mare dove, nel tratto di litorale compreso tra Donnalucata e Cava D’Aliga, si sono riversati fiumi di detriti, canne e materiale vario, che per mesi hanno attanagliato l’area. Una vera e propria alluvione lampo con gravi conseguenze per il territorio ibleo e soprattutto per Modica e Scicli. In particolare gli argini rotti a Modica per il fiume Pozzo dei Pruni a Modica e l’onda di piena per il San Liberale, con il crollo parziale della via Nazionale, ha messo in risalto la fragilità di un territorio rendendo necessari interventi straordinari in parte già eseguiti durante l’anno, ma, in più occasioni, durante l’anno passato, anche attraverso una serie di incontri e convegni sull’argomento, si è chiesta maggiore sensibilità e concretezza per la tutela del territorio e la salvaguardia dei cittadini.

Un anno fa l’alluvione a Modica e Scicli

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