Ispica, ad un anno dall’alluvione: le risposte mancate

Ad un anno dall’alluvione che nel gennaio 2017 mise in ginocchio alcuni comuni della provincia di Ragusa sono ancora molte le aziende che attendono una risposta da parte delle istituzioni per i danni subiti in occasione dell’evento calamitoso. Una di queste attività è l’Azienda Agricola Fondo Miucia di Ispica che ogni qualvolta si registri una calamità naturale si trova costretta a subire danni ingenti. La quantità di acqua caduta nella notte tra il 22 e il 23 gennaio scorso, attraverso la rete di canali interpoderali, è defluita nel torrente d’acqua pubblica denominato “Sulla” ma che usualmente viene chiamato “Canale di Bonifica”. Le cattive condizioni di manutenzione del bacino e la presenza di detriti e sterpaglie, che provocano la riduzione dell’area della sezione fisiografica con conseguente riduzione della portata volumetrica, sono state alcune delle cause di esondazione che ha provocato ingenti danni alle aziende e ai terreni adiacenti. Il sistema idraulico non ha retto in due punti: in prossimità del nodo idraulico n°8 ovvero all’intersezione tra il torrente e la strada provinciale SP49 Ispica-Pachino e nel nodo idraulico denominato Ponte Bufali tra l’intersezione torrente e la strada SP 50 Ispica-Bufali-Marza. Nell’occasione non si è registrata nessuna attivazione del Centro Operativo Comunale, nessuna richiesta dello stato di calamità naturale, ma solo in un secondo momento è stato possibile presentare al Comune di Ispica le stime per la valutazione di danni causati dall’alluvione. Da qui- evidenzia l’azienda- nasce il primo punto interrogativo: come sta procedendo l’iter per il risarcimento dei danni? Nel tempo trascorso dall’evento fino ad oggi, si evince solamente uno sforzo teso a capire le dinamiche e le responsabilità per volontà dei privati e non delle istituzioni. Dopo varie interlocuzioni tra l’azienda e i vari enti si evince che: il canale cosiddetto Circondariale misura 5900 m, cioè una lunghezza che va dalla foce fino al ponte Bufali sulla SP 50, quindi la gestione è di competenza del Consorzio di Bonifica n°8. Questo è solo un confine amministrativo, perché fisicamente l’asta fluviale è unica ed inizia da Cava Scardina, prendendo il nome di torrente Sulla, iscritto regolarmente al registro delle acque pubbliche della Regione Siciliana gestito quindi dall’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente. Le competenze, le responsabilità e gli obblighi ad adempiere sono distribuiti su una scala ampia che va da quella regionale a quella locale. Oggi però tutto tace e Il rischio che altre calamità possano provocare notevoli disagi aumenta. L’azienda quindi auspica l’avvio di una concertazione tra l’amministrazione comunale e i vari enti preposti perché si diano risposte concrete ai cittadini che da un anno attendono risposte.

 

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