Disabili sensoriali: le famiglie chiedono chiarezza

Annunciano possibili azioni legali, i genitori degli alunni con disabilità sensoriali delle scuole della provincia di Ragusa che a partire dal primo giorno di scuola del 2018 si sono visti ridurre i servizi scolastici e tagliare quelli extrascolastici per i propri figli sordi e ciechi. Una questione complessa comunicata alle famiglie nel mese di dicembre. In una lettera veniva spiegato ai genitori che i servizi sarebbero passati dalla competenza della Provincia, a quella dei Comuni, che, però, fin da subito avevano espresso chiaramente alle famiglie le oggettive difficoltà economiche per il proseguimento del servizio. Alle perplessità delle famiglie,  l’Ente provinciale, aveva però rassicurato che nulla sarebbe cambiato. Invece, con il nuovo anno sono arrivate le comunicazioni ufficiali di riduzione e soppressione dei servizi, fondamentali per questi alunni. Proprio in questi giorni i Comuni di Ragusa, Modica, Scicli, Pozzallo e Ispica hanno attivato, dopo quasi un mese, il servizio scolastico ma resta esclusa l’assistenza pomeridiana. Unica eccezione il Comune di Comiso che ha garantito il proseguimento dell’intero servizio giornaliero. Mentre Vittoria resta ancora ferma al palo, senza nessun tipo di servizio. Resta il problema dell’assistenza pomeridiana, che, secondo gli enti comunali, resterebbe di competenza della Provincia, mentre quest’ultima, rifacendosi alla Legge regionale, si svincola del servizio. Il problema, dietro cui si cela il rimpallo di competenze tra Provincia e Comuni, sarebbe nella scarsa chiarezza della Legge, applicata, infatti, in modi diversi nelle varie provincie siciliane. Esasperate le famiglie, che si sentono trattate come delle palline da ping pong, chiedono che qualcuno intervenga per fare chiarezza.  Sulla questione era intervenuta la scorsa settimana anche l’associazione Pro Diritti H chiedendo maggiore chiarezza e consapevolezza a livello provinciale e regionale e spiega come oggi le persone con disabilità siano diventate solo numeri a cui corrispondono ore di servizio moltiplicate per la tariffa oraria decisa dall’Ente Locale di turno. Le famiglie, riunitesi qualche giorno fa in una riunione, non hanno escluso l’avvio di azioni legali per vedere tutelato il diritto allo studio dei propri figli.

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