Scicli: il Comune risponde a Legambiente

Il Ministero dell’Ambiente boccia Vega B di Edison ed Eni. Stop a 8 nuovi pozzi petroliferi di fronte alla costa della provincia di Ragusa
La Sicilia da anni sotto attacco delle compagnie petrolifere che beneficiano di assurdi sussidi indiretti: dal 2010 al 2017 estratti quasi 8 milioni di tonnellate di greggio, di cui il 23% esenti dal pagamento delle royalites
Legambiente commenta cosi la bocciatura del Ministero: “Battuta l’arroganza di Edison ed Eni. È la vittoria di chi ha a cuore l’ambiente, la salute e il futuro dell’economia sulle coste siciliane fondato su cultura e turismo. Il petrolio è una minaccia che va scongiurata definitivamente. Si ponga fine agli assurdi privilegi che portano le principali compagnie petrolifere a colonizzare il nostro Paese con le estrazioni di fonti fossili perché economicamente convenienti”
Il comune di Scicli risponde alla nota di legambiente puntualizzando alcune questioni. “Ci dispiace la posizione tenuta dall’associazione perché non colgono affatto i sentimenti di felicitazione espressi in un precedente comunicato stampa del Comune di Scicli in cui si esprimeva la soddisfazione, a nome di un’intera comunità di 27.000 abitanti, per una decisione presa dall’apposita commissione esistente presso il Ministero dell’Ambiente, ovvero quella di rigettare l’istanza di società petrolifere di perforare otto nuovi pozzi nel Canale di Sicilia e nel mare ricompreso nel territorio sciclitano.
Il Comune di Scicli certamente riconosce l’azione meritevole di tutti i soggetti impegnati nella difesa dell’ambiente e del territorio, peraltro anche punto centrale del programma dell’attuale amministrazione comunale, ma ritiene che ciascuno debba svolgere con misura ed equilibrio il proprio ruolo, riconoscendo anche quello politico di chi rappresenta intere comunità.

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