POLITICHE 2018, LA DEBACLE DEL PD NEGLI IBLEI

 

  In linea con quanto è accaduto nel resto dell’isola e del Paese non ci sono dubbi che il Pd abbia ricevuto una batosta anche nella nostra provincia. Ne è consapevole l’ex parlamentare regionale, Giuseppe Digiacomo che ha deciso di abbandonare il Partito Democratico e, contemporaneamente, di candidarsi a prossimo sindaco di Comiso. Digiacomo, già domenica 4, poco prima delle 23 aveva annunciato su Facebook di non riconoscersi più nel Partito Democratico commentando che non ha più la fisionomia di quel partito fondato nel 2007 e del quale lui è stato il primo segretario provinciale. “Mi pare adesso una Democrazia Cristiana senza però il peso specifico politico dei suoi esponenti storici, una specie di ascensore o pullman dal quale ognuno scende e sale quando gli pare per fare i comodi propri, con ampia avallo dei dirigenti locali e nazionali, le cui scelte non condivido e dalle quali non ho inteso prima e a maggior ragione non intendo adesso prendere ordini” questa la sua dichiarazione  nella nota stampa in cui rende manifesta la sua sospensione senza passare ad alcun altro schieramento e l’impegno politico a partire dalle prossime elezioni amministrative. L’ex parlamentare regionale si candida quindi a sindaco della propria città, facendosi promotore di un movimento civico che abbia nel cuore la cultura, la bellezza, il lavoro, lo sport, le sorti della sua amata Comiso. Pertanto, questa domenica, alle 10.30, all’Auditorium Biagio Pace, presso il Teatro Naselli di Comiso, Di GIACOMO presenterà il progetto civico “Comiso futura””.  Pur essendo buona rispetto al resto dei Comuni Iblei la percentuale ottenuta dal PD a Scicli con il 15,55%, non ha però portato all’elezione della sciclitana Venera Padua che ha commentato i risultati accogliendo sia l’esito negativo del pd, sia della sua candidatura in provincia di Ragusa, dichiarando che questa presa d’atto è un riconoscimento del diritto dei cittadini a scegliere autonomamente le proprie rappresentanze politiche, nel rispetto della Costituzione e delle leggi. “Evidentemente – ha dichiarato la Padua – il costante e continuo lavoro parlamentare svolto per il riconoscimento dei diritti e della tutela dei bisogni di quanti sono stati oggetto di attenzione e di interventi legislativi nei settori importanti della tutela della salute, del diritto al rimborso delle somme dovute dallo Stato e relative al sisma ’90, della difesa di imprese agricole e dei lavoratori agricoli rispetto a tassazioni errate, di ogni aspetto della vita personale e sociale non hanno trovato la comprensione e – quindi – il riscontro di quanti di tali diritti sono oggi titolari e beneficiari”. Venera Padua ribadisce comunque che il compito di senatrice della Repubblica non ha finalità di riconoscimento pubblico e chi assume il compito di rappresentare in Parlamento i diritti, i bisogni e gli obblighi della singola persona e della collettività nel suo insieme ha il solo dovere di produrre leggi che rispondano concretamente a tali bisogni e diritti dei cittadini della Repubblica Italiana, senza pretendere risposte di alcun genere. La Padua ritiene di aver adempiuto ai suoi obblighi senatoriali, operando per il reale bene della comunità e della collettività che la compone e ringrazia tutti coloro che con generosità  hanno dato il loro impegno a sostegno della sua elezione e del Pd che è stato il suo unico riferimento politico, del quale continua ad essere una dirigente nazionale e locale e per il quale continuerà a lavorare nel territorio per ricostruire il senso di comunità che,  afferma la Padua , forse abbiamo smarrito per strada.

 

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