Bullismo: un fenomeno da non sottovalutare

La notizia diffusa ieri relativa all’episodio di Bullismo avvenuto a Modica nel mese di febbraio scorso non può e non deve passare inosservata. Sarebbe sbagliato etichettarlo come un episodio singolo, pensare che sia un fenomeno distante da noi che non ci riguarda. Il fatto che episodi come questi si registrino in maniera sempre più frequente deve far riflettere su come stia cambiando la società, di come siano e stiano ancora mutando i ruoli delle istituzioni all’interno della società stessa. I bulli una volta erano i ragazzi disagiati, quelli che avevano più problemi in famiglia, oggi invece sempre più spesso si riscontrano episodi con protagonisti bulli che fanno parte della cosiddetta città bene. Questo deve quindi portare ad interrogarsi prima di tutto sul ruolo dei genitori che sempre più frequentemente, magari perché in un nucleo familiare lavorano entrambi, demandano l’educazione dei figli a persone o istituzioni terze come la Scuola con il grande paradosso, però, che se un insegnante si azzarda ad alzare la voce o dare uno scappellotto scattano polemiche e denunce. È proprio questo quindi il nocciolo della questione quello di ridefinire con più chiarezza i ruoli. Se prima la Scuola formava e i genitori educavano oggi nella maggior parte dei casi non è così, ma la domanda che ci si deve porre è se la Scuola di oggi è pronta a caricarsi sulle spalle responsabilità nuove, che prima non aveva. Un 13dicenne che picchia un coetanio, ritorniamo quindi all’episodio di partenza, per un semplice fallo di gioco durante una partita di calcio, con gli applausi degli altri presenti è la testimonianza che il problema non è il singolo, ma riguarda il collettivo, la società ed è lì che bisogna intervenire. Che ben vengano quindi le campagne di sensibilizzazione che vedono collaborare insieme scuola, polizia e genitori per cercare di prevenire un fenomeno purtroppo dilagante.

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