Ieri a Chiaramonte Gulfi si è svolto il tradizionale rito della “Svelata”, una festa antichissima che apre ufficialmente i solenni festeggiamenti della Patrona e Regina di Chiaramonte Gulfi.

La festa della Madonna di Gulfi comincia la domenica In Albis, ovvero la domenica dopo la Pasqua, in cui la statua della Madonna esce dal santuario Santa Maria la Vetere alle 10 esatte, portata in spalla per circa quattro chilometri, fino alla chiesa Madre, Santa Maria La Nova. Secondo un’antica leggenda, la statua deve trovarsi a Chiaramonte entro le 11. E sempre secondo una leggenda popolare, durante il periodo iconoclasta a Costantinopoli due statue, quella della Madonna di Gulfi e quella del Santissimo Salvatore, furono messe ognuno in una cassa e abbandonate alle onde del mare. Furono trovate sulle coste di Camarina, dove gli abitanti decisero di metterle su dei carri trainati da buoi. Nel punto dove le casse si fossero fermate, avrebbero costruito le rispettive chiese. Un carro si fermò dove attualmente sorge l’odierno santuario.

Durante il rito della “Svelata”, la statua della Madonna, una volta arrivata in chiesa Madre, verrà entrata e uscita varie volte dai portatori, con il tradizionale “trasci e nasci”, nonostante la pesantezza della statua, resa notevole anche dal piedistallo in argento. La festa dura dieci giorni, quest’anno dall’otto al dieci aprile, e durante questa lunga tradizione, ogni sera le maestranze riescono a coinvolgere tutto il paese, organizzando serate particolari, dedicate ad alcuni mestieri di un tempo, come la serata dedicata ai mugnai oppure quella dedicata ai produttori di miele. Alla fine dei dieci giorni, dunque, la Madonna torna al suo santuario, giornata in cui per tradizione si preparano i “pisci rio va”, ovvero piatti tipici, realizzati principalmente con uova, un cibo veloce, nutriente che servirà a ridare la forza ai portatori.

 

Aperti i festeggiamenti in onore di Maria SS. di Gulfi

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