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Attualità

Cgil: “Emergenza rifiuti, come sono andati i fatti”

“Emergenza rifiuti: come sono andati i fatti”
Sui rifiuti depositati a Modica a mo’ di scariche abusive in tutti i quartieri della città, da quelli periferici a quelli del centro storico, è indispensabile avviare una serena riflessione, consistente in una ricostruzione descrittiva di ciò che è  avvenuto in questi ultimi 20 giorni. E ciò per mettere un minimo di verità tra i fatti che diremo appresso, distinguendo il chiacchiericcio improduttivo che è montato come panna da quel che riteniamo essere il vero impegno concreto di chi, in silenzio o con comunicati responsabili, ha cercato un punto di svolta alla indecenza e alla vergogna di un territorio invaso da rifiuti, che in alcuni momenti abbiamo pensato potessero essere quasi la simbologia della decadenza culturale e politica di una città che è stata Contea..
Allora passiamo ai fatti, e lasciamo a trastullarsi con post chi pensa che farne uno o cento in un giorno determina il cambiamento del mondo.
La Camera del Lavoro di Modica, circa 10 addietro, e dopo ben quattro altri documenti, ha reso pubblico un comunicato stampa con cui ha chiesto alla Commissaria del Comune le ragioni per le quali Comuni vicinori conferivano l’indifferenziata in un Impianto di raccolta e smaltimento di rifiuti, ubicato nel territorio della Contea e il Comune di Modica era  invece costretto a conferire in Campania, senza peraltro riuscire a liberare il territorio da questi ammassi di rifiuti riversati lungo le strade. Come del resto è verificabile fino adesso, facendo un giro del territorio.
In quel comunicato abbiamo avanzato la ipotesi che probabilmente la ragione risiedesse nel fatto che il Comune potesse aver accumulato debiti con la azienda, debiti che non è riuscito ad onorare.
Preso atto che l’incontro richiesto, benché più volte sollecitato, tardava ad essere convocato dalla Commissaria, come Camera del Lavoro abbiamo chiesto un incontro con il proprietario dell’impianto e abbiamo appreso che ciò che sospettavamo era invero un motivo reale, nel senso che l’azienda in questione aveva chiuso le porte al Comune di Modica, rifiutandosi di fargli conferire l’immondizia, proprio perché vanta ad oggi un ingente credito.
Per tale ragioni la Camera del Lavoro ha insistito fortemente per essere audita dalla Commissaria, che ha convocato la Cgil lo scorso 8 settembre alle 15.30 per la questione della Igm e della SpM e alle ore 17.30 per i rifiuti abbandonati.
Durante il primo incontro, testimoni le rsa presenti, la Commissaria si è soffermata anche sulla emergenza rifiuti e ci ha rappresentato gli sforzi che era costretta e stava facendo per cercare di arrivare ad una soluzione del problema. Da parte nostra abbiamo più volte rimarcato la necessità ineludibile di convocare la ditta di Modica, ritenendo questo il percorso più rapido per costruire una svolta alla emergenza rifiuti che sta rischiando di diventare emergenza sanitaria.
La riunione successiva, fissata per le 17.30, è iniziata alle 19.00, cui hanno partecipato alcuni rappresentanti di associazioni, da noi invitati, che sulla crisi erano anch’esse intervenuti.
Durante l’incontro la Cgil ha sollecitato ancora una volta la Commissaria di fare  un passo formale e solenne nei confronti della Ditta, aprendo subito un dialogo per verificare se essa, nonostante il pregresso vantato, era disponibile a venire incontro alla Città. La Commissaria, dopo un lungo confronto, ha chiesto alla Segretario della Camera del Lavoro di verificare se la Ditta era disponibile ad un incontro il giorno successivo alle ore 10.00 presso la sede del Comune.
Nel riferire che la Ditta era disponibile, la Commissaria ha chiesto, davanti a tutti i presenti, al Segretario della Camera del Lavoro di presenziare all’incontro del giorno dopo con l’Azienda invitata.
Non staremo qui a descrivere lo snodarsi dell’incontro del giorno dopo, durato più di due ore e in cui la problematica è stata sviscerata tecnicamente.
Va dato atto alla Commissaria di essersi adoperata e spesa strenuamente per risolvere la crisi e all’azienda, che rispetto ad un iniziale e prolungato diniego, alla fine ha ritenuto suo dovere non voltare le spalle alla città. La fermezza, la serietà, la chiarezza e la definizione delle modalità di gestione della crisi, e diciamo anche la umiltà di avere il senso della costruzione concreta dei cambiamenti, hanno portato ad una intesa, che pensiamo in queste ore si stia perfezionando in un accordo, che porterà la città ad essere ripulita nei prossimi giorni.
Abbiamo posto l’accento in maniera pedissequa a tutti i passaggi formali che si sono susseguiti per una ragione molto semplice: per evitare, come già sta verificandosi, la solita gazzarra mediatica provocata da chi ha interessi elettorali o di danneggiare alcuno, senza voler nella sostanza sbracciarsi e dare un aiuto alla propria comunità. Viviamo di impegni apparenti e di buoni propositi virtuali e di questo passo la nostra vita non potrà che peggiorare.
Non volevamo intervenire più e lasciare che il problema venisse risolto, ma ciò che si è sprigionato nella giornata odierna ci ha indotti a mettere in fila queste quattro modeste parole. E di riportare la verità sui fatti realmente avvenuti.

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