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Cronaca

Neonato abbandonato in un sacchetto. A Trapani un caso che ricorda tanto Vittorio Fortunato

A Trapani un caso che ricorda tanto quello ragusano di Vittorio Fortunato, il neonato abbandonato accanto all’immondizia il 4 novembre del 2020. Adesso, a distanza di quasi 2 anni, un altro bambino condivide con Vittorio lo stesso destino. Quello di essere nato e subito abbandonato dai genitori che, in questo caso, lo hanno lasciato in un sacchetto di plastica in una stradina sterrata a Paceco, nel trapanese, nei pressi della scuola elementare. Cambia la città ma non la sorte dei due bambini nati e abbandonati perché forse, non voluti in un primo momento, dai genitori naturali. Fortunatamente anche Francesco è stato ritrovato ancora vivo e non sarebbe in pericolo di vita.

A trovarlo è stato un contadino che stava andando a lavorare il suo terreno e che ha poi chiamato i carabinieri. I carabinieri e i medici hanno voluto chiamarlo Francesco come il carabiniere che lo ha preso in braccio per prima, ed ironia della sorte proprio il giorno di San Francesco. Come per Vittorio di Ragusa anche per Francesco si indaga adesso per risalire alla famiglia ed alle cause che hanno portato al suo abbandono mentre medici, infermieri e personale pediatrico si stanno prendendo cura del piccolo trovatello al quale, magari, in futuro spetterà una nuova famiglia. Così infatti è accaduto con Vittorio Fortunato che continua a crescere lontano dai genitori. Gli stessi che lo hanno abbandonato e che adesso combattono per ottenere l’affidamento. Ad abbandonarlo era stato il padre ma il giudice ha recentemente rinviato a giudizio anche la madre naturale che lo scorso 23 settembre, davanti al Tribunale monocratico ha dovuto rispondere all’accusa di abbandono di minore in concorso. Intanto Vittorio Fortunato fin da quando aveva 20 giorni di vita, è stato affidato ad una famiglia così come vuole la legge in questi casi. Un caso che ha aperto a tante riflessioni non solo legali ma anche etiche. Riaffidare il bimbo a genitori che in un primo momento lo hanno abbandonato oppure lasciarlo libero di rifarsi una nuova vita con i genitori adottivi.

E’ stata intanto revocata la dichiarazione di adottabilità, sulla quale pende il ricorso in Cassazione. La revoca venne determinata dal fatto che nel momento in cui la dichiarazione di adottabilità venne formulata, non si tenne conto che il neonato aveva un padre e una madre naturali conosciuti. La donna che per mesi ha dichiarato di non avere mai voluto abbandonare il bambino e che chiede di poterlo riavere, secondo il giudice che definì l’imputazione coatta sarebbe stata negligente già affidando il neonato al padre naturale ed ex compagno piuttosto che chiamare i soccorsi, tanto più che, già madre di due figli, non poteva non sapere i rischi ai quali avrebbe sottoposto il piccolo. L’ex compagno con il quale la donna ha già una figlia, inscenò l’abbandono e il ritrovamento del piccolo che venne soccorso e portato in ospedale in condizioni critiche. Si riprese in fretta e venne affidato ad una famiglia non della provincia di Ragusa.

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