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Impiantistica sportiva a Ragusa, Vitale: “Le riqualificazioni sono rallentate dalla burocrazia regionale”

“Occorre fare un minimo di chiarezza sulla vicenda che attiene ad alcuni impianti sportivi della nostra città”. E’ quanto afferma il consigliere comunale di Ragusa, Daniele Vitale, attento alle questioni che hanno a che vedere con il mondo sportivo locale, dopo avere raccolto una serie di lamentele riguardo alla mancata attività di riqualificazione attinente i campi sportivi Gianni Biazzo (ex Enal) di via Archimede, Giovanni Ottaviano di viale Colajanni e la pista di atletica Laura Guastella dell’ex foro Boario. “Dopo un sopralluogo con il sindaco Peppe Cassì e con l’assessore comunale allo Sport Eugenia Spata – sottolinea Vitale – abbiamo verificato tutto ciò che non va. Ma, soprattutto, è stato possibile prendere atto di come questi interventi di riqualificazione siano già stati finanziati dalla Regione, nell’ambito di specifici progetti predisposti dall’Amministrazione comunale, che, per tale motivo, non dovrà sborsare neppure un centesimo per potere contare nuovamente su impianti sportivi che possono essere ritenuti all’altezza della situazione. Il problema, al momento, è che i fondi, seppure già attribuiti al Comune di Ragusa, non sono stati erogati all’ente di palazzo dell’Aquila che, quindi, pur avendo espletato tutte le pratiche di propria competenza, non può dare il via ai lavori. Era stata ventilata l’ipotesi che potesse essere il Comune, di tasca propria, ad anticipare le risorse economiche in attesa, poi, dell’erogazione definitiva. Purtroppo, a quanto ci è stato spiegato dai funzionari, non è possibile procedere in questo modo perché altrimenti si rischierebbe di finire sotto la mannaia della Corte dei conti. L’unica, quindi, è quella di sollecitare la burocrazia regionale a fare presto. Non sarebbe male se, a tal proposito, i deputati all’Ars della nostra città si attivassero a sbloccare la situazione visto che Ragusa continua ancora a fare i conti con problematiche legate alla gestione di situazioni che non attengono alla propria sfera di pertinenza. A questo punto, dunque, l’auspicio è che tutto possa sbloccarsi in tempi rapidi. Attendere ancora, non avrebbe senso. Voglio, altresì, evidenziare che nel corso degli anni, con particolare riferimento alle precedenti Amministrazioni, nessuno aveva mai pensato a rimettere in sesto gli impianti alle prese con i segni del passare del tempo, né con fondi delle casse comunali né con risorse economiche che, come in questo caso, sono state intercettate altrove. La Giunta Cassì, al contrario, si è data da fare per dare delle risposte”.

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