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Comiso – Appalto igiene ambientale: “CGIL non considerata”

La Cgil di Ragusa accusa l’amministrazione comunale di Comiso rea di non aver convocato il sindacato per discutere della gestione dell’appalto dell’Igiene Ambientale. Ecco la nota:

La scrivente organizzazione sindacale intende esprimere forte perplessità e disappunto in merito al comportamento assunto dall’Amministrazione Comunale di Comiso, che, nonostante le reiterate richieste formali d’incontro, ha deciso di non convocare la CGIL per un confronto riguardante la gestione dell’appalto di igiene ambientale. La nostra richiesta di incontro non nasceva da un’esigenza marginale o da una mera formalità, ma da un preciso dovere di tutela e vigilanza, sia nei confronti dei lavoratori coinvolti nell’appalto, sia rispetto al corretto impiego delle risorse pubbliche. Eravamo, e siamo tuttora, interessati a verificare e discutere aspetti fondamentali: il numero e la corretta distribuzione del personale impiegato, la conformità dei mezzi utilizzati, il rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro e, più in generale, la regolarità e trasparenza con cui viene gestito un servizio essenziale per la collettività. Riteniamo infatti che il tema non riguardi solo il rapporto tra amministrazione e sindacati, ma investa la più ampia questione della gestione della “cosa pubblica” e della responsabilità istituzionale verso i cittadini. La mancata convocazione e l’assenza di risposta alle nostre richieste documentali lasciano spazio a legittime domande su quale sia oggi il livello di trasparenza, di attenzione e di rispetto verso i principi democratici che dovrebbero guidare ogni amministrazione pubblica. Non si tratta di una questione tecnica o burocratica, ma di un problema politico e culturale: rifiutare il confronto, eludere il dialogo e negare l’accesso alle informazioni significa svuotare il valore della partecipazione e della condivisione, su cui si fonda non solo l’attività sindacale, ma il buon governo della cosa pubblica. Alla luce di quanto accaduto, la CGIL si riserva di avviare una riflessione approfondita e di valutare ogni azione utile a tutela dei lavoratori, della trasparenza e dei principi democratici, anche coinvolgendo i livelli istituzionali e politici superiori. Siamo certi che la cittadinanza saprà comprendere la gravità di un atteggiamento che non può essere derubricato a semplice   disattenzione amministrativa, ma che richiama la responsabilità politica di chi governa. La scrivente organizzazione continuerà a vigilare, a chiedere risposte e a difendere con forza il diritto alla trasparenza, alla legalità e al confronto

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