La vicenda della casa di riposo Villa Ortensia di Ragusa, con i titolari Margerita Di Raimondo e Salvatore Germanà ancora agli arresti domiciliari, si arricchisce di un nuovo capitolo giudiziario. I legali Lipera e Vincenza Forte, che assistono gli imputati, hanno impugnato l’ordinanza di rigetto della richiesta di scarcerazione emanata il 30 luglio scorso dal Tribunale di Ragusa. Facendo appello al Tribunale della Libertà di Catania, i legali rivendicano l’illegittimità della permanenza della misura cautelare per decorrenza dei termini massimi. Secondo lo studio Lipera, infatti, il provvedimento è illegittimo in quanto non tiene conto dell’intervenuta scadenza dei termini: “Nel caso di specie- si legge nell’appello- il termine massimo di durata della misura cautelare, in fase antecedente al rinvio a giudizio, è scaduto in data 7 luglio 2025. Il rinvio a giudizio è stato invece disposto in data 9 luglio 2025. Ne consegue che, alla data del rinvio a giudizio, la misura cautelare risultava già priva di efficacia, comportando la sua automatica e inderogabile cessazione”. Un’altra contestazione riguarda poi la carenza di motivazione- sempre secondo i legali Lipara e Forte- del provvedimento di sospensione dei termini custodiali: “Nel caso che ci occupa- commentano i legali- il provvedimento di sospensione si fonda su una motivazione meramente generica e priva di riferimenti concreti, non indicando il GUP impedimenti specifici, insuperabili e comprovati che ne giustificassero l’applicazione. Non sono state evidenziate, neanche ulteriori esigenze processuali che rendessero la sospensione l’unica misura possibile per garantire l’efficacia del procedimento. Il terzo punto, infine, riguarda la mancata presa in considerazione dell’impugnazione precedente presentata dai legali degli imputati: “Il mancato riconoscimento da parte del Tribunale di Ragusa dell’impugnazione già proposta, la cui ammissibilità e fondatezza sarà valutata dal Tribunale della Libertà di Catania- dicono gli avvocati- aggrava ulteriormente la posizione degli imputati, mantenendoli illegittimamente assoggettati a una misura priva di efficacia”. È per tali motivi che i legali Giuseppe Lipera e Vincenza Forte chiedono l’annullamento del provvedimento impugnato e, per l’effetto, la revoca della misura cautelare degli arresti domiciliari con immediata scarcerazione degli imputati. Margerita Di Raimondo e Salvatore Germanà sono agli arresti domiciliari dal gennaio scorso perché accusati di reato continuato di maltrattamenti e abbandono di incapaci. I due sono stati rinviati a giudizio e il processo avrà inizio il prossimo 19 settembre, mentre il 17 settembre il tribunale della Libertà sarà chiamato a decidere sull’impugnazione e, se accoglierà l’istanza dei legali, gli saranno scarcerati.
Lipera e Forte avevano anche ricusato il GUP perché ritengono non giustificata una misura così stringente e prolungata e sollevato l’incompetenza del Tribunale di Ragusa sottolineando invece che la competenza ricade sulla Corte d’Assise di Siracusa.
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