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Politica

Forza Italia in fermento: tra adesioni, imbarazzi e malumori

Il toppo fermento in Forza Italia sta scuotendo la politica ragusana. L’adesione di un pezzo da novanta come Nino Minardo ha creato un vero e proprio terremoto politico riuscendo a cambiare, in pochissimo tempo, la geografia politica provinciale. Per il suo ritorno in Forza Italia Minardo ha chiamato ha raccolta amici e seguaci dovendo dare risposte immediate ai vertici nazionali e per consolidare la sua leadership anche con i numeri. Si sa però che i terremoti possono creare scompensi e lacerazioni, cosa che sta accadendo in provincia. Ricordiamo tutti la riunione indetta al Comune di Ispica da Leontini con la presenza del segretario provinciale Cugnata per dire  che se Cassì voleva entrare in FI non doveva parlare solo con i vertici regionali e nazionali, ma anche con quelli provinciali. Risultato? Dopo pochi giorni l’annuncio dell’arrivo di Cassì nel partito azzurro. Poco dopo una nota di Forza Italia Scicli diceva no al possibile ingresso di Enzo Giannone in Forza Italia o, quantomeno, la sua adesione poteva essere accettata solo contestualmente alle sue dimissioni da assessore. Risultato? Giannone è entrato in Forza Italia– insieme al consigliere Arrabito- senza aver lasciato la Giunta e, nella foto di presentazione si vedono solo Cugnata e Minardo, nessuna traccia del segretario locale del partito. Oggi la Segretaria azzurra di Scicli contesta le adesioni calate dall’alto (dicono non previste dallo statuto) e confermano di stare all’opposizione di Marino chiedendo alle new entry di chiarire la loro posizione in Consiglio. E intanto a Ragusa anche Gaetano Mauro, entrato in FI prima di Cassì, ha dichiarato che continuerà a fare opposizione al sindaco. Imbarazzo su imbarazzo. Tutto questo sarà risolto probabilmente in un tavolo provinciale, ma a quale prezzo? Come reagirà la base e chi da anni costruisce in sordina un partito che fino a poco tempo fa non era così attraente e che oggi, invece, punta a riprendersi la leadership del centro-destra?
E poi c’è Modica, città del deputato Nino Minardo che ha risposto con l’adesione della Sindaca e di un gruppo di 5 consiglieri. Ma adesso nella città della Contea tutto sembra tacere. Mancano all’appello tutti i sostenitori e collaboratori di Minardo e, pare, in città non manchino i malumori per le scelte fatte fino ad oggi. Mentre nel resto della provincia c’è fermento Modica tace e questo può far pensare che qualcosa cova sotto e che, magari, questa calma apparente potrebbe cessare molto presto.

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