E’ stato seppellito ieri in Tunisia il corpo di Fadhel Ferjani, il 36enne ucciso in via Guttuso, nello sciclitano, il 20 agosto scorso. Dopo essere stata ferma qualche giorno a Palermo, giovedì sera la salma è arrivata in Tunisia. Ad occuparsi di Fadhel, dopo l’omicidio, è stato principalmente il cugino Lofti (nella foto). “Per me sono stati giorni molto difficili- ha detto a La Sicilia-, da un lato il dolore della perdita di un parente, dall’altra la responsabilità di dover seguire l’iter complicato che comporta il trasferimento della salma nel caso di un omicidio. In queste settimane, però, ho avuto la possibilità di incontrare tante brave persone che mi hanno dato una mano. Il mio ringraziamento va ai carabinieri e al Comandante di Modica che mi ha tenuto sempre aggiornato sulla vicenda ed ha avuto sempre parole di conforto per me. Ringrazio anche le agenzie funebri che si sono occupate del trasferimento di Fadhel richiedendo le autorizzazioni del caso e poi ancora il Consolato che mi è stato davvero vicino seguendomi passo dopo passo, e ancora la mia famiglia e gli amici”.
L’APPELLO DI LOTFI AI CONNAZIONALI
“Voglio lanciare un appello a tutti i miei connazionali che vengono in Italia- continua Lofti-, perché cerchino di integrarsi bene nel Paese che ci sta accogliendo. Siamo qui per lavorare e non per delinquere, a nessuno deve più accadere quello che è successo a Fadhel”.
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