Per il Presidente della Commissione Difesa di Montecitorio “la scelta è tra lasciare che la paura si diffonda nelle nostre piazze e nelle nostre strade oppure far percepire ai cittadini che le istituzioni ci sono e si mettono in rete per attività di prevenzione, contrasto e repressione di ogni fenomeno criminale e di illegalità. Ecco perché serve un segnale forte: un coordinamento permanente e operativo tra i territori, con i Comuni in prima linea, e le Forze dell’Ordine, sotto l’impulso del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica”.
“È chiaro – dice ancora Minardo – che ci vogliono degli strumenti ben precisi per intervenire in maniera decisa: l’aumento degli organici delle Forze dell’Ordine in provincia, per garantire un presidio più efficace e costante; una rimodulazione dell’impiego dei militari dell’operazione Strade Sicure, articolando l’attività tra presidi fissi e pattugliamenti dinamici, così da rafforzare la percezione di sicurezza e coprire meglio le aree più esposte; e un piano di potenziamento della videosorveglianza urbana, con sistemi integrati e accessibili alle Forze dell’Ordine, per rendere più incisiva l’attività di prevenzione e di contrasto alla microcriminalità”.
Il Presidente della Commissione Difesa annuncia inoltre la sua intenzione di attivare un confronto con i ministri Piantedosi e Crosetto per avviare una riflessione su come adattare gli strumenti disponibili alle esigenze specifiche del territorio ibleo.
“La sicurezza — conclude Minardo — non è soltanto repressione: è anche prevenzione, urbanistica sicura, sostegno agli esercenti, educazione alla legalità nelle scuole e un dialogo costante con i cittadini. Solo una strategia comune, che coinvolga tutti, può restituire fiducia e serenità alle comunità degli Iblei”.
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