Un extracomunitario che si denuda e crea scompiglio in una piazza e insulta gli avventori degli esercizi commerciali mentre le persone assistono impaurite e attonite alla scena. È successo domenica nel cuore del barocco modicano. La stessa cosa è accaduta qualche giorno prima a Vittoria con un altro tunisino che, in preda ai fumi dell’alcol, ha iniziato ad infastidire i passanti in piazza Manin. All’uomo è stato applicato il daspo urbano così come accaduto per un altro suo connazionale che in pieno corso Umberto a Modica ha iniziato a lanciare in aria sedie e tavolini di un locale. Stessa cosa, non poco distante da lì, aveva fatto un nigeriano qualche giorno prima. E poi ancora Scicli con i clienti di un locale di via Mormino Penna che hanno assistito alla scena di un gruppo di tunisini, due dei quali armati di coltello, che inseguivano altri stranieri per le vie del centro. Per non parlare di quelli che nell’ora di pranzo di una domenica si inseguivano pistole in mano nel cuore del barocco sciclitano tra gli occhi attoniti dei turisti, dopo che tra l’altro avevano già esploso dei colpi nella parte bassa di piazza Italia. Ma si potrebbe parlare del centro storico di Ragusa, delle risse di Santa Croce, di Acate o Pozzallo. Insomma non c’è comune che sia indenne da questo fenomeno e non passa giorno che un sindaco non invochi l’intervento del Comitato per la Sicurezza e l’Ordine pubblico per non parlare dei cittadini che sempre più spesso, sui social, testimoniano tutta la preoccupazione per la situazione dei luoghi della movida manifestando perfino paura ad uscire di casa nelle ore serali. Si tratta di singoli episodi i cui autori nella maggioranza dei casi vengono individuati, arrestati o denunciati dalle forze dell’ordine che però fanno aumentare la percezione di insicurezza dei cittadini. Esagerato parlare di allarme sociale, ma il fenomeno non può nemmeno essere sottovalutato. Servono più controlli, serve avere un quadro chiaro, capire quanti irregolari sono in giro e come si mantengono, dove vivono, chi li nasconde. Tanti sono già destinatari di provvedimento di espulsione, ma di quel provvedimento ne fanno carta straccia. Serve insomma una presenza capillare delle forze dell’ordine che, però, devono fare i conti con la carenza cronica di uomini e mezzi.
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