Viveva in un anonimo appartamento a piano terra in via Montebello a Comiso il boss latitante Gianfranco Stracquadaini, a poche centinaia di metri dal commissariato di Polizia. Da lì gestiva i suoi traffici illeciti e curava la regia della criminalità vittoriese diventando il nuovo referente del clan Carbonaro- Dominante tessendo rapporti con la mafia albanese per il traffico di droga. La sua fissa erano i pentiti, il suo piano era infatti quello di eliminare gli ex collaboratori di giustizia. Il 24 aprile del 2024 ha tentato di ucciderne uno: Roberto Di Martino, raggiunto da un colpo di pistola ha persona un occhio ma si è salvato. Per quell’agguato la polizia arrestò tre persone, ma Stracquadaini, chiamato nell’ambiente faccia d’angelo, fece perdere le proprie tracce diventando un latitante entrando nella lista dei ricercati più pericolosi del Ministero degli Interni. Nel corso del blitz che ha portato all’arresto all’alba di ieri, gli agenti hanno trovato armi, 6500 euro in contanti e una carta d’identità falsa rilasciata dal comune di Comiso. Non si sa a chi fosse intestata questo documento, questo particolare infatti potrebbe rivelare complici che hanno potuto favorire la latitanza del boss mafioso
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