La sfiducia a Leontini divide la politica ragusana e accende il dibattito sull’opportunità di votare una mozione a fine mandato e con tre pareri che definiscono l’atto “inibito per legge”. Adesso si aprirà una fase inesplorata con l’ente che dovrebbe essere commissariato da chi ha definito la mozione inammissibile. Tutto questo nell’attesa di conoscere l’esito dei ricorsi presentati da Leontini secondo cui “la mozione di sfiducia è un atto nullo e, pertanto, non ha nessuna efficacia”. Aspettando quindi le risultanze amministrative e giudiziarie, le forze politiche dibattono e nella giornata di ieri sono state diverse le uscite ufficiali di chi da una parte solidarizza con l’ex sindaco di Ispica e chi invece giustifica la mozione presentata da 9 consiglieri, PD in testa, con il voto determinante del presidente del consiglio Titta Genovese. A far quadrato attorno a Leontini è Forza Italia, dalla segreteria provinciale fanno sapere che il partito sosterrà Leontini nell’azione del ricorso e criticano aspramente la decisione dell’opposizione di procedere ugualmente nonostante i pareri negativi. Anche il deputato nazionale Nino Minardo esprime solidarietà a Leontini definendo la sfiducia “un atto politico grave e privo di logica istituzionale”. Minardo osserva come la scelta “giunga in una fase di transizione, in cui sarebbe stato naturale accompagnare la città verso il nuovo voto con stabilità e senso di responsabilità. Rimanendo sempre nella fazione pro-Leontini solidarietà è stata espressa anche dalla presidente del Libero Consorzio Maria Rita Schembari secondo cui il sindaco di Ispica non meritava questa azione. Per il sindaco di Ragusa Peppe Cassì il voto della mozione ha rappresentato “una palese forzatura da parte di chi evidentemente tutto ha a cuore tranne l’interesse della città”. Stesso pensiero per i sindaci Monisteri e Marino.
E poi ancora ci sono i deputati regionali. Il primo ad esprimere il proprio pensiero è stato Giorgio Assenza che sottolinea come “la sfiducia, e il conseguente scioglimento di organi legittimamente eletti dal popolo, sia sempre una sconfitta della democrazia, così come i tanti passaggi e i cambiamenti di posizione all’interno del consiglio comunale che hanno sovvertito il voto popolare”. Diverso il pensiero dei deputati del PD e del M5S Nello Dipasquale e Stefania Campo secondo i quali con il voto di mercoledì sera “finisce l’era Leontini, sconfitto non solo dalle opposizioni ma anche da chi prima aveva creduto in lui. Evidentemente- scrivono i deputati- ha tradito le promesse elettorali, tanto che la sua azione di governo si è rivelata fallimentare. Ora chiediamo a Schifani di sostenere la legittimità politica della mozione e di nominare un commissario che sappia essere autonomo e competente in attesa che la cittadinanza torni al voto”. Sulla seduta di mercoledì torna anche il PD locale con una nota firmata dal commissario cittadino Giovanni Spadaro e dal primo firmatario Gianni Stornello. “Il Pd e gli altri consiglieri che hanno votato la mozione- si legge nella nota- sono pronti a difendere l’atto in tutte le sedi, nella convinzione che procedure, leggi e regolamenti sono stati pienamente rispettati”. La nota poi fa riferimento anche alle polemiche con il segretario parlando di “indebite interferenze che miravano a irretire i consiglieri comunali sulla scorta di infondate presunte illegittimità della seduta che hanno costretto gli stessi consiglieri comunali a tutelare il loro ruolo nelle opportune sedi istituzionali”. C’è adesso un altro nodo da sciogliere: il commissariamento del comune di Ispica porterà di fatto alla perdita del consigliere provinciale, ovvero Angelo Galifi (Mpa-Grande Sicilia) che dovrebbe cedere il posto al primo dei non eletti.
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