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Cronaca

Sequestro Gaetano Nicosia: dietro la regia del boss Gianfranco Stracquadaini

Nella prima mattinata odierna, personale della Polizia di Stato-  Squadra Mobile della Questura di Ragusa, del Commissariato di P.S. di Vittoria della S.I.S.C.O. di Catania, del Commissariato di P.S. di Vittoria – con il coordinamento e il supporto del Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine –  ha dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Catania, su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia della medesima città, nei confronti di STRACQUADAINI Gianfranco ed altri due soggetti.

I predetti sono indagati, in concorso tra loro, del reato di sequestro di persona a scopo di estorsione ai danni del giovane Nicosia Gaetano, avvenuto il 25 settembre scorso a Vittoria, nonché dei reati di furto aggravato, porto e detenzione illegale di armi da fuoco.

Le indagini, avviate dai citati Uffici investigativi immediatamente dopo il fatto delittuoso, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, si sono protratte per oltre un mese, ed hanno permesso di acquisire gravi e determinanti elementi indiziari a carico dei tre soggetti colpiti dal provvedimento cautelare.

L’attività investigativa, svolta altresì con servizi tecnici di intercettazione telefonica ed ambientale e con il supporto dell’ attività di analisi svolta da personale specializzato del Servizio Centrale Operativo, ha permesso di far emergere all’interno del gruppo criminale che ha operato il sequestro il ruolo predominante di STRACQUADAINI Gianfranco, riconosciuto come promotore, ideatore e altresì esecutore materiale, unitamente agli altri indagati, del sequestro a scopo di estorsione del giovane.

Le indagini hanno consentito di far emergere il pieno coinvolgimento nei fatti delittuosi, adi altri due soggetti unitamente a STRACQUADAINI, nel furto di una delle due autovetture fiat panda (nello specifico, quella di colore blu) utilizzata per il sequestro del giovane, furto perpetrato a Ragusa la sera antecedente al sequestro, ossia il 24 settembre scorso.

Le investigazioni hanno permesso altresì di accertare la disponibilità di armi da fuoco da parte del gruppo criminale, utilizzate per portare a termine il grave fatto delittuoso. A riscontro di ciò, nella circostanza della cattura di STRACQUADAINI  Gianfranco, ( latitante da più di un anno in quanto ritenuto responsabile unitamente ad altri correi del tentato omicidio di un ex collaboratore di giustizia occorso il 25 aprile 2024)   avvenuta lo scorso 15 ottobre nei pressi di una abitazione del centro di Comiso, all’interno dell’immobile e nella pronta disponibilità del latitante sono state rinvenute due pistole cal. 7,65 con matricola abrasa, complete del relativo munizionamento, che sono state utilizzate nel corso del sequestro del 25 settembre scorso.

 

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