Adesso qualcuno ha ben pensato di ritornare sui luoghi e reiterare il danno con l’intervento di taglio indiscriminato di tronchi portanti, per rendere più visibile l’impianto, apparentemente senza proprietario, e il conseguente abbandono di sfalci (rifiuti) in un terreno comunale attualmente in cura ad una associazione di volontariato che si occupa proprio della cura delle piante”. Il tutto ovviamente è stato fotografato e filmato. Su questa vicenda abbiamo sentito l’assessore comunale Enzo Giannone che ha confermato di essere a conoscenza dei fatti e di avere avviato le verifiche del caso. “C’è stata un’autorizzazione per montare l’impianto per l’affissione- spiega Giannone-, però a quanto pare gli agenti della polizia locale avrebbero accertato che l’ubicazione non corrisponde a quella autorizzata, quindi stanno svolgendo le indagini del caso per capire perché l’impianto sia stato spostato. Mi risulta anche- aggiunge l’assessore Enzo Giannone- che sia stata già rintracciata la ditta proprietaria che avrebbe già dichiarato la volontà di rimuovere immediatamente la struttura. Penso che ad inizio settimana prossima avremo chiaro il quadro della vicenda e la risolveremo”. Anche se il cartellone verrà rimosso, però, resta il danno dei tronchi tagliati. Il giardino di quartiere è stato frutto di una progettualità condivisa, tutto è cominciato nel 2020 grazie all’associazione Rimboschiamo, partendo dal pensiero che progettare spazi vuol dire anche progettare comportamenti, emozioni e percezioni. Nel 2021 il Comune ha concesso i terreni così è stato dato avvio ad una staffetta verde con il coinvolgimento attivo anche di tutti e tre gli Istituti comprensivi di Scicli con gli studenti che hanno disegnato “il parco sotto casa”, quindi l’importante passaggio con il Comune la società Plasticontenitor con cui è stata sottoscritta una convenzione che favorisse un ciclo di riuso più breve per le plastiche dure ed un risparmio in termini economici e di sostenibilità ambientale. Al progetto hanno aderito anche altre diverse imprese private. Così è nato il giardino di quartiere che si sviluppa su due terreni: uno piantato con specie autoctone e nell’altro è nata la prima area pubblica attrezzata dove poter praticare sport, ritrovarsi all’aperto e respirare in natura. ![]()













































