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Cronaca

“Mercoledì nero per la sanità iblea”

ospedale Giovanni Paolo II
ospedale Giovanni Paolo II

Il Comitato Articolo 32 rappresentato da Rosario Gugliotta torna sulle criticità del sistema sanitario ibleo, parlando di un mercoledì nero:

Qualche giorno addietro, dopo numerose lamentele, il vertice dell’azienda sanitaria ha rassicurato gli utenti sulla ricostituzione delle scorte di ossigeno medicale. A dire il vero più che di scorte si è trattato dell’arrivo di appena cento bombole per la distribuzione nelle farmacie della provincia.

Un quantitativo  irrisorio che non garantisce affatto quella minima dotazione necessaria a tutelare e proteggere i pazienti costretti a farne uso presso la propria abitazione.

Facciamo osservare che le farmacie della nostra provincia ammontano a 93 ed è evidente che per assicurare ad ogni farmacia una minima dotazione il numero di cento è irrisorio.

Infatti mercoledì in tutto il distretto sanitario di Modica gli utenti non sono riusciti a ottenere  il minimo rifornimento di ossigeno. Ci è stato segnalato che da Pozzallo i parenti dei malati  sono corsi a cercare  a Rosolini e perfino a Noto

Appare evidente che i responsabili del servizio sanitario, d’intesa con le farmacie, hanno la responsabilità di garantire in qualsiasi momento scorte sufficienti .

Basterebbe analizzare i dati delle prescrizioni mediche per seguire l’evoluzione del fabbisogno di ossigeno medicale presso le abitazioni dei malati.

Non stiamo chiedendo la luna !! Chiediamo una programmazione dei fabbisogni e la prudente garanzia di una scorta minima. E’ così difficile ?!

Ma il “mercoledì nero” per molti utenri del servizio sanitario non ha rigurdato soltanto la mancanza di ossigeno medicale.

All’ospedale Giovanni Paolo II , i guasti dell’impianto idrico hanno provocato un allagamento.

Al  secondo piano della torre B la fuoriuscita dalle condotte di una gran quantità d’acqua ha provocato l’interruzione dei servizi e l’annullamento delle prestazioni previste da tempo.

E per completare il mercoledì nero anche all’ospedale Maria paterno Arezzo non tutto è andato come doveva. Ci è stato segnalato infatti che oggi la somministrazione, in day hospital,  di alcuni farmaci a malati oncologici è stata sospesa , secondo quanto affermato dal personale ospedaliero, a data incerta. Insomma a data da destinarsi.

Ci auguriamo, sinceramente, che al più presto vengano risolte anche queste criticità.

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