Continua lo scontro tra il sindaco di Ispica, Innocenzo Leontini e il Presidente del Consiglio Comunale invitato dal primo cittadino a dimettersi dopo la sentenza del Tar che ha dichiarato illegittima la mozione di sfiducia approvata dall’Assise il 12 novembre scorso. Dopo la replica del presidente Genovese il quale aveva accusato il sindaco di sproloquio e di portare avanti una campagna esclusivamente di natura propagandistica, sull’argomento è intervenuto ancora Leontini con altre accuse rivolto al suo ex alleato. “Il Presidente del Consiglio Comunale- controreplica il sindaco- deve garantire, con imparzialità ed equilibrio, il corretto svolgimento delle attività consiliari. Per questo, dopo un parere negativo del Segretario Comunale, del Prefetto, dell’Ufficio Legislativo e legale e del Dipartimento delle autonomie Locali, il presidente, se è imparziale e corretto, non può consentire la trattazione e l’approvazione di un punto riconosciuto in contrasto con la legge. L’averlo fatto è stato un venir meno al ruolo di garante della correttezza e regolarità delle deliberazioni”. Leontini chiarisce poi anche il fatto che, ad essere stato accolto, è stato il ricorso da lui presentato e non quello del consigliere Angelo Galifi (come dichiarato dallo stesso consigliere dell’Mpa). Chiarito questo, Leontini attacca ancora Genovese: “ancora più grave- dice- è stato, da parte del Presidente del Consiglio consentire, con il proprio voto determinante, l’approvazione di una delibera considerata illegittima, in contrasto con la legge. Si è trattato di una operazione con la quale regalare all’opposizione, della quale il Presidente del Consiglio non aveva mai fatto parte nel quinquennio, un bottino consistente nella demolizione del sindaco, per fornire un vantaggio nella prossima campagna elettorale, un titolo di merito richiesto, una prova da dare per ottenere fiducia politica. Un tradimento canonico, da manuale”.
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