Condanna a 3 anni e 3 mesi, più interdizione dai pubblici uffici per 5 anni ed alla condanna generica al risarcimento con rinvio al giudice civile per la quantificazione, per la donna modicana di 46 anni, accusata di abbandono di minore del piccolo Vittorio Fortunato. Il pubblico ministero Marco Rota aveva chiesto la condanna a tre anni di reclusione. Per la condanna anche la parte civile mentre la difesa ha chiesto l’assoluzione perché il fatto non sussiste per mancanza dell’elemento oggettivo del reato o perché il fatto non costituisce reato per mancanza dell’elemento psicologico del reato. Nella scorsa udienza il giudice aveva rigettato tutte le ultime richieste difensive. Il legale della donna aveva chiesto una nuova perizia psichiatrica per valutare la sua capacità di intendere e di volere al momento dei fatti contestati. L’avvocato Angelo Iemmolo aveva anche chiesto la rinnovazione dell’esame di due testimoni. Il pm Marco Rota e l’avvocato di parte civile, Emilio Cintolo, si erano opposti. Il giudice La Terra aveva ritenuto che gli atti già acquisiti fossero sufficienti e che non vi fossero i presupposti per riaprire l’istruttoria.
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