Non sono avvezza a lamentarmi senza proporre. Che il centro storico della nostra Città sia in grande difficoltà, è cosa nota ed evidente. E io voglio trasmettervi la mia speranza -ma anche la certezza- che non sia una crisi irreversibile e che invece ci sia ancora la possibilità di rialzarsi. Resilienti come Modica è. Non mi soffermo su ciò che non va, sulle critiche, sulla ricerca dei responsabili. Però penso che abbiate molto chiaro che così non è più possibile condurre un’attività in centro storico e vederci un futuro. Inizia così la lettera aperta di Piera Ficili indirizzata all’amministrazione comunale sul tema del centro storico della città della Contea. Ficili evidenzia il sentore di desolazione nel vedere troppe saracinesche abbassate,vetrine spoglie e locali abbandonati. Non è bello e non è Modica. E, probabilmente, anche gli episodi di microcriminalità ne sono una conseguenza. Ma sono convinta che possiamo fare ancora qualcosa e farla bene, partendo subito da cose semplici per poi costruire piani più complessi.
Vi chiedo, come massime Istituzioni della nostra Città, di aprire un confronto reale e positivo -oltre che propositivo- nel luogo deputato a farlo e che rappresenta tutta Modica: il consiglio comunale. A condividere in pieno le parole di Piera Ficili è il comitato l’Alternativa Socialista Modica rappresentato da Antonio Ruta. Condividiamo la proposta e aggiungiamo che, proprio dopo il nostro precedente intervento, la Presidente del Consiglio Comunale, Maria Cristina Minardo, ha manifestato piena sensibilità al problema.
Il tema del Centro Storico è prioritario e deve essere affrontato in modo unitario, da parte di tutte le forze politiche, ma anche dai commercianti, dai sindacati, dalle associazioni, dai singoli cittadini.
A nostro parere, oltre al Consiglio Comunale aperto, si può e si deve creare un processo collettivo di confronto e di azione, una sorta di workshop comunitario dal quale trarre le soluzioni più opportune, rappresentative e condivise, e metterle in pratica.
L’obiettivo deve essere quello di ripopolare il Centro Storico di residenti, favorire l’offerta commerciale, migliorare i servizi, combattere le zone d’ombra del degrado sociale, culturale ed economico. Sul tema è intervenuto anche Vito D’Antona, di Sinistra Italiana, secondo cui Occorre assumere la rigenerazione del centro storico come una emergenza da affrontare con iniziative e proposte immediate e condivise: concedere incentivi a chi vuole risiedere o aprire una attività nel centro storico, prevedere sgravi fiscali, affittare tutti i locali di proprietà comunale non utilizzati, possono essere dei punti di partenza di un programma da costruire assieme agli operatori, alle loro associazioni e ai cittadini.
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