L’esito del voto referendario sta destabilizzando gli equilibri politici nel centrodestra con Forza Italia che, dopo un periodo di ripresa e costante crescita nel territorio, si trova ad affrontare una sconfitta importante su un tema che è sempre stato cavallo di battaglia degli azzurri. Questa situazione ha mietuto vittime importanti, ultima quella di Gasparri e soprattutto sta mettendo in discussione la leadership tanto che già si inizia a parlare di prossimo congresso. Tutto questo porterà certamente a dei cambiamenti importanti e ad una nuova riorganizzazione del partito, a livello nazionale quanto a livello regionale e provinciale. Le dimissioni e i nuovi incarichi, letti ufficialmente come un rinnovamento necessario, aprono interrogativi sulla reale tenuta del partito: si tratta di una semplice fase di transizione o dell’inizio di una ridefinizione più profonda degli equilibri interni? E soprattutto, quale sarà l’impatto sui territori periferici, spesso più sensibili ai mutamenti delle leadership?
In questo scenario, la provincia di Ragusa rappresenta un osservatorio privilegiato. Le incertezze ai vertici regionali potrebbero tradursi in una minore capacità di coordinamento locale. In provincia, Forza Italia deve trovare ancora la quadra soprattutto per via delle situazioni in alcuni comuni dove il partito si trova ad appoggiare sindaci nati civici e, proprio per questo, non rispondono ancora a pieno alle direttive delle segreterie. Questo, in qualche modo, rischia di indebolire la leadership provinciale e non va sottovalutato, quindi, il possibile effetto domino sulle amministrazioni locali, dove, appunto, gli equilibri non sono certo solidi. A questo si aggiunge il flop del Referendum anche nell’area iblea. A Ragusa il no ha vinto con il 63,35% dei consensi, a Modica con il 67,32%, Ispica 56,98%. Sono 3 comuni che hanno un sindaco di Forza Italia ed è chiaro che qui, soprattutto nei primi due comuni, qualcosa non ha funzionato. L’interrogativo che ci si pone è, quindi, come questi risultati e questo rinnovamento in atto si ripercuoteranno in provincia di Ragusa e se anche nell’area iblea saranno messi in discussione posizioni e poltrone.
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