Una proroga per espletare attività investigative già delegate tra cui una integrazione di consulenza tecnica volta ad accertare eventuali responsabilità ravvisabili in ordine alla condotta tenuta dai sanitari. La Procura di Siracusa cambia rotta sull’indagine relativa alla morte del 19enne Marco Gallo, il giovane di Pachino (Siracusa) deceduto nella notte tra il 13 e 14 febbraio 2025 per un arresto cardiaco provocato da una forte crisi asmatica (qui il reportage completo sul caso di Marco Gallo). La fidanzata di Marco e gli amici che quella sera erano presenti nella casa di via Tommaseo 240 a Pachino (SR), hanno prontamente chiamato il numero unico di emergenza, ma la procedura posta in essere dai sanitari non sarebbe risultata idonea- rispetto al protocollo che, invece, andava adottato in quella situazione-, trattando quello di Gallo come un caso di overdose da oppiacei. Il medico del 118, infatti, ha disposto anche la somministrazione di Naloxone (precisamente Narcan), un farmaco che viene utilizzato in caso di overdose da droghe cosiddette pesanti. Va sottolineato, tra l’altro, che tra l’arrivo in via Tommaseo e la partenza per l’ospedale di Avola, sono trascorsi oltre 40 minuti. L’esame autoptico ha confermato che Marco Gallo, quella sera, non aveva fatto uso di sostanze stupefacenti pesanti né di sostanze alcoliche. Aveva fumato una canna che ha potuto accentuare la crisi asmatica, ma non aveva fatto uso di droghe pesanti. In prima battuta la Procura ha iscritto nel registro degli indagati un soggetto non riconducibile ai sanitari intervenuti quella sera, ma legato al traffico di droga. Assumendo la difesa dei genitori del 19enne, gli avvocati Giuseppe Lipera (per la madre Valeria) ed Enza Forte (per il padre Carmine) hanno sollecitato indagini su un possibile errore diagnostico, sulla inadeguatezza del protocollo adottato e sulla errata gestione della crisi asmatica.

Enza Forte- Avvocato
A seguito di tale istanza e probabilmente anche a seguito dei nostri numerosi servizi giornalistici, quindi, la Procura di Siracusa ha chiesto al GIP la proroga delle indagini (la cui archiviazione era prevista per il 26 di aprile 2026) motivando la richiesta con la necessità di poter espletare attività investigative già delegate tra cui una integrazione di consulenza tecnica volta ad accertare eventuali responsabilità ravvisabili in ordine alla condotta tenuta dai sanitari. I legali nella giornata del 16 aprile hanno tra l’altro inviato alla Procura di Siracusa un’ulteriore istanza per chiedere che vengano escussi i genitori di Marco al fine di un corretto inquadramento dei fatti. Per il caso di Marco Gallo si apre quindi un nuovo capitolo come più volte chiesto dalla mamma Valeria Lucchesi che continua a chiedere verità e giustizia per Marco.
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