Si allungano i tempi per la stabilizzazione dei lavoratori ASU al Comune di Modica. La scadenza, inizialmente fissata al 30 giugno 2026, è infatti al centro di un intervento della politica regionale che punta a spostarla al 31 dicembre 2027. Una proroga che cambia il quadro della vertenza sul precariato storico in Sicilia, aperta da oltre venticinque anni, e che rappresenta una possibile boccata d’ossigeno soprattutto per gli enti locali che non si trovano in condizioni di dissesto finanziario. Per questi Comuni, infatti, il nuovo termine consentirebbe di gestire con maggiore margine le procedure amministrative necessarie alla stabilizzazione del personale. Ad intervenire sulla questione è, ancora una volta il segretario locale della Cgil Salvatore Terranova che spiega come il nodo rimanga sempre, dove la proroga rischia di non essere sufficiente. La normativa nazionale impone infatti, come requisito imprescindibile per procedere alle assunzioni, l’approvazione dei bilanci stabilmente riequilibrati. Un passaggio complesso che molti comuni siciliani difficilmente riusciranno a completare entro i nuovi termini. È qui che, secondo Terranova, la questione diventa politica. Secondo quanto emerge, il semplice slittamento delle scadenze non basta a chiudere definitivamente il capitolo del precariato ASU. Per la Cgil serve invece un intervento normativo a livello nazionale che consenta agli enti locali in dissesto di assumere il personale anche in assenza di bilanci riequilibrati e senza il necessario via libera della Commissione ministeriale. Una misura che, secondo questa impostazione, sarebbe sostenibile anche sul piano economico, considerando che i costi delle stabilizzazioni sono coperti da finanziamenti regionali e non gravano direttamente sui bilanci degli enti. Da qui l’interrogativo: perché, nonostante la coincidenza tra governo regionale e nazionale, non si è ancora arrivati a una norma in grado di superare questi vincoli? Per Terranova la proroga al 2027 rappresenta quindi un passo avanti, ma non la soluzione definitiva. Per centinaia di lavoratori, anche a Modica, il percorso verso la stabilità resta ancora incerto.
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