Un’anticipazione di cassa di 50milioni ha creato allarme sulla situazione finanziaria dell’Asp di Ragusa. Un prestito richiesto per garantire il pagamento di stipendi, fornitori e obblighi fiscali. È quanto emerge dalla delibera n. 765 dell’11 aprile 2026, che fotografa una disponibilità ferma, all’8 aprile, a circa 21 milioni di euro, insufficiente a coprire le spese correnti fino alla fine di giugno. L’operazione naturalmente comporta costi importanti in termini di interessi, risorse che non finanziano servizi ma coprono esclusivamente la mancanza temporanea di liquidità. A frenare gli allarmismi, però, ci pensa il direttore generale dell’Asp, Giuseppe Drago. “Si tratta di un’anticipazione di cassa, uno strumento tecnico-amministrativo indispensabile quando si verifica un disallineamento nei versamenti da parte della Regione. È necessario garantire la funzionalità dell’azienda, quindi pagare stipendi, fornitori e tutte le obbligazioni correnti. Un eventuale ritardo nei pagamenti comporterebbe costi ben maggiori, tra interessi di mora e contenziosi”. Il manager sottolinea come si tratti di una pratica consolidata: “È uno strumento consuetudinario, utilizzato da sempre, e il suo impatto economico è contenuto rispetto ai rischi derivanti dal blocco dei pagamenti. Il costo complessivo dell’operazione, stimato in 9 mila euro nei tre mesi, è inferiore rispetto a quello che deriverebbe da contenziosi o ritardi strutturali”. Infine, il direttore rassicura sull’operatività: “L’utenza può stare tranquilla sullo stato di salute dell’ente: l’anticipazione non incide sui servizi erogati, ma consente di garantirne la continuità”.
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