La questione del cimitero di Modica torna al centro del dibattito politico con toni netti e senza più spazio per rinvii. A rilanciare l’urgenza è la deputata regionale del Movimento 5 Stelle, Stefania Campo, che chiede interventi immediati per risolvere una situazione definita ormai “oltre ogni limite accettabile”.
Alla base della denuncia c’è una realtà che si trascina da anni: danni strutturali, criticità diffuse e, soprattutto, l’impossibilità per molti cittadini di accedere alle tombe dei propri cari. Una condizione che Campo afferma di aver verificato personalmente durante un sopralluogo insieme al Comitato Pro-Cimitero, da tempo in prima linea sulla vicenda.
Il recente tavolo tecnico convocato dal Comune di Modica rappresenta, secondo la deputata, un passo nella giusta direzione. Ma non basta. “Le riunioni da sole non risolvono i problemi”, sottolinea, evidenziando come sia arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti.
La strada indicata è chiara: coinvolgere direttamente la Regione Siciliana e il suo presidente, avviando contestualmente un atto parlamentare che consenta di affrontare non solo il caso Modica, ma anche le numerose situazioni analoghe presenti in altri comuni dell’isola.
Il nodo centrale resta però l’azione amministrativa locale. Campo chiede all’amministrazione comunale di accelerare e presentare in tempi brevissimi: una quantificazione precisa degli interventi necessari, una stima economica dettagliata, un progetto concreto e immediatamente cantierabile
“Senza questi elementi – avverte – tutto si riduce a verbali e annunci”.
Nel mirino anche il clima di tensione tra Palazzo San Domenico e il Comitato cittadino. La deputata invita la sindaca Maria Monisteri ad abbassare i toni e riconoscere il ruolo svolto dai cittadini attivi: “Chi ha mantenuto alta l’attenzione su questa vicenda non va attaccato, ma ascoltato”. Il messaggio della Campo è chiaro: la politica locale e regionale deve assumersi le proprie responsabilità. Perché, come conclude Campo, “le amministrazioni sono chiamate a risolvere i problemi, non a litigare con chi li denuncia”.
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