Continua ad alimentare il dibattito cittadino la vicenda legata alla Pro Loco Modica APS, ormai al centro di un confronto sempre più acceso tra ex dirigenti, associazioni e istituzioni. Sullo sfondo restano i nodi legati all’operatività dell’ente e al suo ruolo nella promozione del territorio, mentre si susseguono prese di posizione che contribuiscono ad accendere ulteriormente il clima. A innescare la polemica è stata la presa di distanze del cofondatore Carmelo Modica, che in una nota ha parlato di una situazione grave, denunciando una sostanziale inattività e l’assenza di risposte alle proposte avanzate nel tempo. L’ex componente del direttivo ha evidenziato di aver più volte formalizzato iniziative concrete e tentato il coinvolgimento di enti istituzionali, senza ottenere riscontri. Una posizione che si intreccia con quella espressa da Luigi Galazzo, intervenuto nella qualità di presidente dell’associazione ProModica, che in una lettera indirizzata al sindaco ha evidenziato come negli ultimi cinque anni si sia registrata una fase di sostanziale immobilismo. Nel suo intervento ha richiamato il ruolo storico che la Pro Loco ha avuto in passato come motore culturale e sociale della città, sottolineando la necessità di rilanciare attività e progettualità, anche attraverso una maggiore sinergia con il territorio. Nel frattempo, lo stesso Carmelo Modica è tornato a intervenire per chiarire che la sua uscita dall’associazione risale a dicembre 2024 (e dal direttivo già dal 2023), ribadendo che si è trattato di una scelta maturata su elementi concreti e documentati. A chiudere il quadro è l’intervento della sindaca Maria Monisteri, che fotografa una situazione di stallo e richiama alla responsabilità: “la vecchia Pro Loco- dice- era in uno stato di quiescenza e questo ha dato motivo alla nascita di una nuova Pro Loco. Sin dall’inizio ho manifestato la mia piena disponibilità, ma non si è mosso nulla. Oggi mi trovo con due Pro Loco potenziali, ma nei fatti concreti non c’è ancora alcuna attività. Sono partiti con il piede giusto, ma sono passati tre anni e non si sono visti fatti concreti. Le Pro Loco non possono essere totalmente a carico del Comune: la disponibilità dell’amministrazione c’è tutta e siamo pronti a collaborare, ma devono essere loro a proporsi”.
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