Il parroco del Duomo di San Giorgio, don Michele Fidone, interviene sulla polemica degli ultimi giorni chiarendo che sarà lui a farsi carico del dialogo con il Vescovo. “I portatori sono provati e preoccupati per il futuro della festa – ha affermato a La Sicilia – ma è giusto che sia io a occuparmi del confronto con la Diocesi”.
Fidone invita a non perdere di vista il percorso già compiuto: negli ultimi anni, spiega, sono stati introdotti correttivi concreti, come la revisione del percorso e una maggiore attenzione alla dimensione spirituale, testimoniata anche dal fatto che molti portatori si confessano prima della festa.
Il parroco riconosce comunque la legittimità delle osservazioni del Vescovo, sottolineandone “la sensibilità e il senso di responsabilità”, e auspica che il confronto possa diventare un’occasione costruttiva.
Quanto al gesto dei portatori che hanno lasciato il simulacro nella Navata centrale, Fidone lo ridimensiona: “Non l’ho visto come una protesta, ma come una novità che, a dire il vero, mi è anche piaciuta”.
La vicenda, come è noto, nasce dalle parole del Vescovo sulla necessità di riportare la festa a una dimensione più religiosa, giudizio respinto dai portatori, che rivendicano il valore autentico della loro devozione. Una discussione che, intanto, resta aperta. Si tratta di una questione che non riguarda solo la festa di San Giorgio, ma il ragionamento di Mons Rumeo è esteso a tutte quelle feste per così dire folkloristiche o lunghissime dove, secondo il capo della Diocesi di Noto, si perde la dimensione religiosa.
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