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Cronaca

Ciclone Harry: i balneari siciliani chiedono la proroga delle concessioni al 2033

ciclone harry scicli: in campo con la protezione civile
ciclone harry scicli: in campo con la protezione civile

Dopo i devastanti effetti del ciclone “Harry”, che nel mese di gennaio ha colpito duramente le coste siciliane con onde superiori ai 16 metri, l’Associazione Turistica Balneare Siciliana lancia un appello ai deputati siciliani al Parlamento Europeo affinché venga concessa la proroga delle concessioni demaniali marittime fino al 31 dicembre 2033.

Una richiesta forte, motivata dai danni subiti dagli stabilimenti balneari e dalla necessità di affrontare un cambiamento climatico che, secondo gli operatori del settore, sta modificando profondamente la linea costiera dell’isola.

Stabilimenti distrutti e coste trasformate

Il ciclone Harry ha lasciato dietro di sé una lunga scia di distruzione, soprattutto lungo la costa ionica e nel Canale di Sicilia. Intere strutture balneari sono state spazzate via dalla forza del mare, mentre molte altre hanno riportato danni gravissimi.

L’Associazione Turistica Balneare Siciliana, nata nel 2009 per rappresentare e tutelare il comparto, sottolinea come gli eventi climatici estremi siano ormai sempre più frequenti nel Mediterraneo.

«Non si tratta più di episodi isolati – spiegano i balneari – ma di un cambiamento strutturale che impone una revisione urgente della gestione delle coste siciliane».

“Siamo le sentinelle del mare”

Nel documento inviato agli eurodeputati siciliani – Giuseppe Milazzo, Ruggero Razza, Marco Falcone, Caterina Chinnici, Giuseppe Lupo, Giuseppe Antoci, Raffaele Stancanelli e Leoluca Orlando – i concessionari balneari rivendicano il ruolo fondamentale svolto sul territorio.

«Abbiamo trasformato tratti di costa abbandonati in realtà produttive e sicure», evidenzia l’associazione.

Gli operatori ricordano infatti di garantire servizi essenziali come:

  • salvataggio in mare;
  • primo soccorso con personale qualificato;
  • accessibilità per le persone con disabilità;
  • pulizia e manutenzione degli arenili durante tutto l’anno.

Attività che, secondo i balneari, rappresentano un presidio costante a tutela del territorio e del turismo.

La richiesta: stop ai PUDM e proroga fino al 2033

Alla luce dei cambiamenti subiti dalla costa siciliana dopo il ciclone, l’associazione chiede alla Regione Siciliana una revisione complessiva della linea costiera e la sospensione dei PUDM, i Piani di Utilizzo del Demanio Marittimo.

Secondo i concessionari, gli attuali strumenti urbanistici risulterebbero ormai inattendibili perché basati su una conformazione della costa profondamente mutata.

Da qui la richiesta principale rivolta ai rappresentanti siciliani a Bruxelles: ottenere una proroga delle concessioni demaniali marittime fino al 2033.

“Non chiediamo privilegi”

I balneari siciliani ribadiscono che la proroga non rappresenterebbe un privilegio, ma una misura necessaria per garantire la sopravvivenza di un comparto che sostiene migliaia di famiglie e lavoratori.

«Quando il mare erode la costa, non porta via soltanto sabbia: porta via reddito, dignità e futuro», si legge nella nota.

Secondo l’associazione, attorno agli stabilimenti balneari ruota una parte importante dell’economia turistica dell’isola, che nel 2025 ha registrato oltre 22 milioni di presenze.

Per questo motivo vengono richiesti sia ristori economici sia una maggiore stabilità normativa che permetta alle imprese di programmare investimenti e ricostruzione.

Turismo e futuro della Sicilia

Il comparto balneare sottolinea come il turismo costiero rappresenti uno dei pilastri dell’economia regionale e come il rischio climatico stia mettendo in discussione anni di investimenti.

«La Sicilia deve tornare a essere un’isola felice», affermano i rappresentanti dell’associazione, chiedendo ascolto e interventi concreti.

L’auspicio è quello di aprire un confronto istituzionale capace di trovare soluzioni sostenibili per la tutela delle coste, delle imprese e dei lavoratori del settore.

La richiesta adesso passa alla politica europea e nazionale, chiamata a decidere sul futuro delle concessioni e sul destino di centinaia di aziende balneari siciliane colpite dall’emergenza climatica.

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