Una diversa visione per il patrimonio immobiliare comunale di Modica, puntando su sicurezza, sanità e servizi pubblici anziché sulla semplice destinazione commerciale dei locali storici del centro cittadino. È questo il contenuto della mozione d’indirizzo urgente presentata congiuntamente dai gruppi consiliari di Radici Iblee, Democrazia Cristiana e Siamo Modica nell’ambito della discussione sul Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari 2026-2028.
Prima firmataria della proposta è la capogruppo di Radici Iblee, Miriam Franzò. Il documento è stato sottoscritto anche dai consiglieri Ruffino, Alecci, Nigro, Giovanni Covato, Frasca, Spadaro, Paolo Covato, Floridia, Scapellato e Caruso.
La mozione chiede all’amministrazione comunale una netta inversione di rotta rispetto all’ipotesi di destinare a locazione commerciale dieci locali situati al piano terra di Palazzo San Domenico, Palazzo della Cultura, Palazzo degli Studi e Piazza San Giovanni.
Secondo i gruppi proponenti, quei locali rappresentano invece spazi strategici che dovrebbero essere utilizzati per funzioni pubbliche e servizi di prossimità. In particolare, la proposta punta a trasformare parte degli immobili in presidi permanenti delle forze dell’ordine, con punti operativi coordinati tra Polizia Municipale e Carabinieri sia nel centro storico sia a Modica Alta.
La mozione prevede inoltre la realizzazione di un presidio sanitario di prossimità, con punto di primo intervento e ambulatorio infermieristico, da attivare attraverso una convenzione con l’Asp di Ragusa, soprattutto a beneficio degli anziani, dei residenti del centro storico e dei turisti.
Tra gli obiettivi indicati anche quello di riportare negli immobili storici alcuni uffici comunali a diretto contatto con il pubblico, a partire dai servizi sociali territoriali, nel tentativo di restituire funzioni civiche e presenza istituzionale al cuore della città.
I gruppi di opposizione ritengono che, in un momento in cui cittadini, commercianti e associazioni di categoria chiedono maggiore sicurezza e presenza delle istituzioni, la scelta di trasformare quei locali esclusivamente in spazi commerciali rappresenti un errore strategico.
Un altro capitolo della mozione riguarda il Macello comunale di contrada Michelica, chiuso dal 2023. Per la riapertura sarebbero necessari interventi stimati tra i 150 e i 200 mila euro, risorse che il Comune, attualmente in dissesto finanziario, non potrebbe sostenere direttamente.
Per questo motivo i consiglieri propongono l’affidamento della struttura a un soggetto privato attraverso un bando che preveda lo scomputo degli investimenti: il concessionario anticiperebbe le somme necessarie per i lavori recuperandole poi attraverso il canone annuale di gestione nell’arco di diversi anni.
La mozione chiede infine una ricognizione completa e aggiornata del patrimonio immobiliare comunale entro 120 giorni, con l’obiettivo di individuare beni alienabili, immobili gravati da vincoli o contenziosi e lo stato generale delle strutture.
“L’obiettivo – spiegano i proponenti – è valorizzare il patrimonio comunale partendo dalle esigenze concrete della città, senza rinunciare a creare entrate ma privilegiando sicurezza, servizi e qualità della vita”.
La proposta sarà discussa nelle prossime sedute del Consiglio comunale ed è aperta all’adesione di altri consiglieri prima del voto in aula.
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