La FP CGIL torna all’attacco della Direzione generale dell’Asp di Ragusa e rilancia una serie di questioni che, secondo il sindacato, continuano a rimanere irrisolte nonostante i recenti incontri tra l’azienda sanitaria e altre organizzazioni sindacali.
In una nota diffusa nelle ultime ore, la sigla guidata da Nunzio Fernandez evidenzia come alcune organizzazioni sindacali siano state ricevute dalla Direzione generale ottenendo rassicurazioni su diverse rivendicazioni del personale del comparto sanitario. Un fatto che la CGIL accoglie favorevolmente, ma che non cancella le criticità ancora aperte.
Il sindacato punta infatti l’attenzione sulle difficoltà che starebbero rallentando il confronto ai tavoli tecnici, denunciando l’assenza di alcune organizzazioni sindacali agli incontri di concertazione e il conseguente rallentamento dei processi di riorganizzazione aziendale. Per la FP CGIL, il rischio è quello di ritardare interventi ritenuti fondamentali per rendere più efficienti i servizi sanitari e affrontare questioni come il rafforzamento degli organici, l’estensione delle 36 ore al personale part-time e la gestione delle nuove strutture finanziate con il PNRR.
Una posizione che si inserisce in un clima di tensione sindacale che dura ormai da settimane. La vicenda affonda infatti le proprie radici nello scontro scoppiato attorno al tavolo tecnico sugli incarichi di funzione, quando la FP CGIL denunciò l’esclusione di un proprio rappresentante dai lavori, parlando di un episodio senza precedenti e arrivando a richiedere l’intervento delle forze dell’ordine per verbalizzare quanto accaduto.
In quell’occasione il sindacato aveva contestato la legittimità dell’estromissione richiamando un orientamento dell’Aran sui tavoli tecnici, mentre l’Asp aveva replicato sostenendo di avere operato nel pieno rispetto delle norme contrattuali e delle prerogative riconosciute alle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto nazionale.
Adesso la FP CGIL torna a chiedere attenzione non solo sulle relazioni sindacali, ma anche su temi che riguardano il personale interno e i lavoratori delle aziende appaltatrici. La sigla rivendica un confronto sui problemi strutturali dell’azienda sanitaria e ribadisce la necessità di programmare il futuro della sanità provinciale, evitando che le nuove infrastrutture finanziate dal PNRR possano trasformarsi, senza adeguate risorse umane, in semplici contenitori privi di reale funzionalità.
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