“La seduta del Consiglio comunale di ieri ha lasciato in eredità un dato politico che appare difficile da ignorare: la maggioranza che sostiene il sindaco Cassì ha mostrato evidenti crepe proprio su uno degli atti portati in aula dall’amministrazione. La discussione sull’adeguamento dei compensi del collegio dei revisori dei conti si è infatti trasformata in un banco di prova che ha messo in luce divisioni interne e difficoltà nel mantenere compatto il fronte della maggioranza”.
Lo dichiara il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale, Peppe Calabrese, intervenendo all’indomani della seduta dedicata alla delibera sul riconoscimento delle maggiorazioni dei compensi dei revisori.
“Ci siamo trovati davanti a una proposta che presentava diversi elementi di criticità – afferma Calabrese -. L’atto nasceva dalla necessità di recuperare maggiorazioni non previste nella delibera originaria di nomina, a seguito di una diffida formale avanzata dagli stessi revisori. Proprio per questo avevamo chiesto il ritiro del provvedimento, così da consentire una riformulazione più chiara e completa, nell’interesse dell’ente e del Consiglio”.
Secondo il capogruppo dem, la scelta dell’amministrazione di proseguire comunque con la trattazione dell’atto si sarebbe poi scontrata con le stesse dinamiche emerse in aula.
“L’emendamento presentato da un consigliere della stessa maggioranza per ridurre le maggiorazioni previste non ha ottenuto il via libera del Consiglio. Successivamente, al momento della votazione dell’atto principale, il venir meno del numero legale ha impedito la prosecuzione dei lavori. Sono fatti politici che parlano da soli”.
Calabrese sottolinea come il tema non riguardi soltanto il merito della delibera, ma soprattutto il quadro politico emerso durante la discussione.
“Quando una maggioranza non riesce a mantenere compatto il proprio schieramento su un atto che sostiene e arriva persino a non garantire il numero legale, è evidente che esiste un problema politico. Il Consiglio comunale non può essere considerato un semplice luogo di ratifica delle decisioni della giunta. Quanto accaduto ieri dimostra che all’interno della maggioranza esistono posizioni differenti e che la tenuta politica dell’amministrazione appare oggi molto più fragile di quanto si voglia far credere”.
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