Ecco le dichiarazioni della sindaca Maria Monisteri sul trasferimento della Guardia Medica
“Ci sono le schermaglie che attengono alla politica che dividono. Ma ci sono le battaglie istituzionali da affrontare nell’esclusivo interesse della Città che invece uniscono. E quella contro la chiusura della Guardia Medica a Modica alta, è una battaglia che unisce le istituzioni: sindaco, amministrazione e consiglieri comunali. Ho aspettato qualche ora prima di intervenire, dopo la legittima denuncia sui social del consigliere Alessio Ruffino per la chiusura del presidio a Modica alta che ha fatto seguito all’annuncio da me fatto (e documentato anch’esso sui social dal consigliere Paolo Nigro) in cui riportavo quanto comunicato dall’ASP. E ho aspettato per avere la certezza di poter affermare che non esiste un obbligo generalizzato per cui tutte le sedi di Continuità Assistenziale (ex Guardia Medica) debbano essere trasferite nelle Case di Comunità.
Da questo assioma di legge, sono pronta ad iniziare una battaglia comune con i consiglieri comunali per affermare il sacrosanto diritto che quel presidio resti a Modica alta. Il DM 77/2022 che contiene la riforma della sanità territoriale prevede sì che le Case di Comunità diventino il punto di riferimento dell’assistenza territoriale e che la Continuità Assistenziale sia integrata in questa rete ma anche che la concreta organizzazione delle sedi è demandata alle Regioni e alle Aziende Sanitarie. A testimonianza di ciò c’è il fatto che in diverse realtà italiane alcune postazioni sono state trasferite nelle Case di Comunità mentre altre sono rimaste nelle sedi storiche “perché considerate strategiche per il territorio”.
La questione è chiara: non c’è obbligo al trasferimento della Guardia Medica da Modica alta alla Casa di Comunità alla Sorda. L’ASP 7 ha ritenuto che la nuova collocazione garantisca un’organizzazione migliore senza ridurre l’accessibilità del servizio per la popolazione ma nei fatti, considerata la importante e ampia densità abitativa a Modica alta, la distanza fra questa zona della Città e la Casa di Comunità, l’interesse sociale e medico che essa ricopre per l’intero quartiere, siamo pronti ad agire in ogni modo perché la guardia medica di Modica Alta resti dov’è. Sostenere che non poteva rimanere lì dov’era perché la legge lo imponeva non è corretto. La normativa favorisce l’integrazione nelle Case di Comunità ma lascia margini organizzativi alle aziende sanitarie, non imponendo automaticamente la chiusura di tutte le sedi esistenti. Ho già avviato i passaggi un’interlocuzione con l’assessore regionale alla Salute e amico, Marcello Caruso in modo da risolvere in tempi rapidi la questione. Siamo pronti sin da subito ad una battaglia comune assieme a tutti gli esponenti delle istituzioni della nostra Città perché l’ASP torni sui suoi passi e si riapra immediatamente il presidio sanitario di Modica alta
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